Gli ostacoli che si incontrano quando devi recuperare un credito su fatture non pagate

Ti è mai capitato di vantare un credito su fatture non pagate? Fammi indovinare: probabilmente ti sei chiesto se le fatture non pagate costituiscono una prova sufficiente per instaurare una causa giudiziale e per recuperare il tuo credito.

Non preoccuparti: la fattura è certamente un documento idoneo che puoi utilizzare per sollecitare il tuo cliente ad effettuare il pagamento. Tuttavia possono sorgere alcuni problemi per l’attività di recupero.

Nella pratica commerciale molti imprenditori concludono accordi con i propri clienti senza avere un contratto scritto; sono numerosi i casi in cui i clienti lasciano un acconto, chiedono l’emissione della fattura e successivamente non saldano il debito.

Questa circostanza si verifica quotidianamente per chi vende beni o fornisce servizi. Se il tuo credito è fondato su fatture l’attiva di recupero non è impossibile ma diventa più difficile.

I principali rischi che puoi incontrare sono 3:

  1. NESSUNA CONCESSIONE DELLA PROVVISORIA ESECUZIONE ➙ La fattura è ritenuta dai giudici un documento idoneo per ottenere l’emissione del decreto ingiuntivo. Anche in mancanza di un accordo scritto quindi, il creditore può ottenere un decreto contro il debitore che non ha pagato la fattura. Questo accade perché in questa fase il giudice è chiamato a verificare la fondatezza della pretesa creditoria e, basandosi sui documenti esibiti per provare l’esistenza del credito, emette l’ingiunzione di pagamento. La fattura commerciale quindi rappresenta idonea prova scritta sempre che ne risulti la regolarità amministrativa e fiscale (art. 634 c.p.c.). In questi casi però il decreto ingiuntivo non viene emesso provvisoriamente esecutivo (art. 642 c.p.c.). La provvisoria esecuzione consente al creditore di iniziare direttamente l’attività esecutiva senza aspettare il decorso del termine di 40 giorni previsto per l’opposizione. Se il creditore non ha un contratto sottoscritto dal debitore il giudice difficilmente emetterà un decreto esecutivo. Devi sapere però che puoi risolvere il problema nella fase che precede il deposito del ricorso. Prima di iniziare l’attività legale puoi provare ad avviare un’azione stragiudiziale di risoluzione della controversia. Se riesci a fare firmare al tuo debitore un accordo scritto (che ha come oggetto un piano di rientro del debito o un saldo a stralcio) hai comunque in mano quello che ti mancava prima: un documento sottoscritto dal debitore che prova l’esistenza del debito. In questi casi la legge prevede che il giudice può concedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo se il creditore produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere (art. 642 c.p.c. 2° comma).
  2. POSSIBILE OPPOSIZIONE DEL DEBITORE ➙ Se ottieni un decreto ingiuntivo fondato su fatture il debitore può facilmente presentare opposizione (art. 645 c.p.c.) contestando l’esistenza del rapporto. In questa ipotesi in mancanza di un accordo scritto per te potrebbe essere difficile provare l’origine del credito. Infatti la fattura costituisce un documento unilaterale proveniente dal creditore ed in sede di opposizione non è considerata una prova documentale sufficiente. Essa rappresenta un mero indizio della stipulazione del contratto e dell’esecuzione della prestazione indicata (se vuoi approfondire questo argomento clicca qui). Pertanto, dovrai produrre ulteriori prove per dimostrare l’esistenza del rapporto con il tuo debitore. Ad esempio puoi avvalerti di testimoni, produrre delle email o dei messaggi whatsapp (quest’ultimi sono considerati prove atipiche).
  3. POSSIBILE CONTESTAZIONE DELL’ IMPORTO DELLA FATTURA Può accadere che il debitore si opponga al decreto ingiuntivo contestando l’importo della fattura e non l’esistenza del rapporto. La mancanza di un accordo scritto rende per te più difficile dimostrare il corrispettivo pattuito con il tuo cliente. Poiché in fase di opposizione la fattura non è considerata una prova documentale sufficiente sarai costretto a dimostrare con altri mezzi la fondatezza della tua pretesa. Anche in questo caso ad esempio puoi produrre lo scambio di email con il tuo cliente dove concordate l’importo della retribuzione pattuita. Tieni presente inoltre che il giudice può decidere di nominare un consulente tecnico d’ufficio (meglio conosciuto come “ctu”) affidandogli il compito di accertare effettivamente a quanto ammonta il credito effettivo.

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Fatture non pagate: quali sono i 3 pericoli per il tuo credito?

  1. Nessuna concessione della provvisoria esecuzione;
  2. Possibile opposizione del debitore;
  3. Possibile contestazione dell’ importo della fattura.

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Fatture non pagate: 3 pericoli per il tuo credito

Fatture non pagate: 3 pericoli per il tuo credito


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Teresa Rossi ➜ avvocato e Founder di RecuperoLegale.it

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