Le prove scritte: come sfruttarle nel recupero crediti

Le prove scritte - copertina

Introduzione

Ciao, io sono Tino Crisafulli ed io sono Teresa Rossi e benvenuto/a a Recupero Legale Podcast.

Questa è la quarta puntata del nostro podcast e oggi parleremo di quanto sono importanti le prove scritte nel recupero del credito.

Vi racconteremo la storia di due giovani imprenditori: Giada e Roberto.

Giada e Roberto non si conoscono, ma entrambi dovranno competere per recuperare un credito insoluto.

Grazie alla loro storia ti spiegheremo:

  • come si comporta un tribunale che esamina le tue prove documentali;
  • quanto è importante per un imprenditore conoscere alcune regole giuridiche.

Ma partiamo immediatamente con la nostra storia.

Disclaimer: i nomi che troverai all’interno di questa puntata sono stati modificati per rispettare gli obblighi del codice deontologico forense e per tutelare la riservatezza degli interessati.

Tuttavia il caso è realmente accaduto a un cliente del nostro studio legale.

La storia di Giada

Vi raccontiamo la vicenda di due giovani imprenditori che non si conoscono ma che hanno alcune cose in comune.

Uno di questi imprenditori si chiama Giada, è una donna e lavora nel settore della moda.

Giada ha una boutique di vestiti per donna e da poco tempo ha avviato un piccolo e-commerce che le permette di vendere molti prodotti online.

Giada realizza anche abiti su misura.

Nel suo team ci sono due sarte molto brave che realizzano capi molto eleganti.

Giada è da poco moglie di un dirigente delle poste e vive felicemente in un appartamento del centro.

La storia di Roberto

L’altro imprenditore si chiama Roberto e lavora nel settore delle stoffe.

Roberto ha un laboratorio artigianale nella zona industriale della sua città e ha creato un sito vetrina che gli permette di ricevere molti contratti da persone della sua regione.

Roberto è marito di una giovane donna e padre di una bellissima bambina.

Giada e Roberto non si conoscono e non si conosceranno nel corso della storia, ma hanno una cosa in comune: entrambi hanno concluso un affare con il signor Molesto.

Il signor Molesto

Il signor Molesto, dopo aver eluso i nostri protagonisti, non effettuerà il pagamento dei suoi debiti.

Ma soltanto uno dei nostri imprenditori riuscirà a recuperare il proprio credito.

L’altro commetterà un errore imperdonabile che gli impedirà di ottenere il pagamento del suo lavoro.

Il signor Molesto è un imprenditore nel settore dell’abbigliamento e un bel giorno entra dentro il negozio di Roberto.

I due si conoscono, hanno concluso un affare in precedenza, per cui Roberto lo accoglie con grande cordialità.

Il signor Molesto vuole vedere delle stoffe poiché deve realizzare degli abiti molto sofisticati per un’azienda di moda molto prestigiosa.

Le prove scritte: la compravendita

Roberto lo conduce nel salone di esposizione e gli mostra i cataloghi delle stoffe migliori.

Roberto è molto innovativo e sceglie sempre prodotti originali e di buona qualità.

Il signor Molesto trova la stoffa perfetta: una stoffa di colore écru, una sorta di bianco sporco.

Roberto è contento perché quella stoffa è presente in magazzino, non deve ordinarla e può realizzare un buon margine di guadagno.

I due concludono l’affare.

Roberto consegna la stoffa al signor Molesto, ma quest’ultimo gli chiede di ritardare il pagamento di qualche giorno.

D’altronde negli affari capita spesso di pagare la merce un po’ in ritardo e poi Roberto conosce già il signor Molesto e allora decide di fidarsi.

Entrambi fissano una data per il pagamento del lavoro.

Le prove scritte: la consegna della merce

Al momento della consegna della merce Roberto compila l’ordine di commissione ed è indeciso se fare firmare il documento al cliente.

Ci pensa qualche minuto.

La conversazione è stata così piacevole, il signor Molesto è stato così gentile a rivolgersi a lui, entrambi hanno già concluso un affare.

Roberto pensa che sarebbe scortese chiedere la firma di un accordo.

Mentre i due si salutano, Roberto si decide: chiede con molto pudore se non sia il caso di firmare una bozza.

Il signor Molesto, vecchia volpe degli affari, dice che non è necessario perché i due si conoscono.

Anzi, il cliente esorta Roberto ad emettere la fattura promettendo che non appena riceverà il documento fiscale provvederà immediatamente al pagamento.

Roberto non insiste e vuole fidarsi del signor Molesto, però gli chiede di fornirgli una copia del documento di riconoscimento per emettere la fattura in modo corretto.

Il signor Molesto non si tira indietro e consegna la carta d’identità a Roberto.

Roberto si sente più sereno: ha la copia del documento di riconoscimento del cliente e si sente più sicuro.

Qualche giorno dopo il signor Molesto versa un acconto e successivamente Roberto emette la fattura e la invia al cliente tramite mail.

Le prove scritte: il secondo affare

Pochi giorni dopo il signor Molesto si trova in centro città ed entra nel negozio di Giada.

Ha sentito parlare molto bene di quel negozio e ha deciso di commissionare un lavoro prestigioso.

Giada lo accoglie con entusiasmo ed iniziano a conversare sull’affare.

Il signor Molesto vuole che Giada realizzi degli abiti molto sofisticati.

Sì, esatto: sono gli stessi abiti che aveva menzionato a Roberto.

Il signor Molesto mostra i modelli dei vestiti a Giada.

Giada è molto colpita perché si tratta di abiti da sera molto eleganti e accetta con entusiasmo il lavoro, ma chiede al signor Molesto se ha già pensato alla stoffa.

Le prove scritte: la consegna della stoffa

Il signor Molesto ha già pensato a tutto: la conduce fuori dal negozio e le consegna la stoffa che gli è stata fornita da Roberto.

Entrambi concludono l’affare e definiscono la data di consegna dei vestiti ed il termine di pagamento.

Il signor Molesto si indirizza verso la porta, ma Giada lo interrompe: entrambi devono sottoscrivere un accordo.

Il signor Molesto è un po’ riluttante, pensa di eludere la richiesta con qualche rassicurazione, ma Giada è perentoria: ha bisogno di ricevere una firma da parte del cliente.

Giada pensa: “Io non ho mai concluso affari con questo tizio, chi mi dice che domani dovrò inseguirlo per il pagamento?”

Giada si mette al PC e redige una bozza di accordo.

L’accordo con il sig. Molesto

Inserisce i dati del signor Molesto e alla fine dell’ordine inserisce il nome dei due contraenti.

Entrambi firmano il documento e si salutano.

Giada è serena, crede di aver fatto la cosa giusta: ha un documento firmato dal cliente e si sente serena per la transazione.

Dopo qualche settimana il signor Molesto versa un acconto iniziale e Giada si mette al lavoro.

Completa il lavoro prima della scadenza e lo consegna al signor Molesto.

Roberto e Giada, i nostri due amici, si sono comportati in modo professionale, ma uno di loro ha commesso un errore decisivo durante la transazione, un errore che gli costerà caro per il recupero del credito.

Le prove scritte: il mancato pagamento

Dopo circa tre settimane il signor Molesto è sparito: non risponde più al telefono.

Roberto e Giada non hanno ricevuto il saldo per il lavoro.

Entrambi sono arrabbiati e delusi.

I loro crediti sono insoluti e sono di importo quasi uguale.

Entrambi decidono di rivolgersi ad un avvocato per recuperare il credito.

Grazie ai loro avvocati Giada e Roberto effettuano delle indagini patrimoniali e scoprono che il signor Molesto ha un conto corrente presso una banca.

Sul conto potrebbe esserci la provvista sufficiente, ma solo uno dei due imprenditori riuscirà a pignorare quel conto e riuscire a recuperare il proprio credito.

Entrambi ottengono un decreto ingiuntivo.

È a questo punto della storia che le strade dei due protagonisti si dividono.

Le prove scritte: l’attesa prima del pignoramento

Uno dei due imprenditori sarà costretto ad aspettare più tempo prima di poter pignorare i beni del signor Molesto.

Questa attesa si rivelerà fatale perché uno dei due protagonisti potrà avviarsi indisturbato verso il pignoramento del conto corrente.

Grazie a questo vantaggio uno dei nostri amici potrà pignorare il conto corrente prima dell’altro creditore.

Dopo circa cinque mesi dalla conclusione dei due affari il signor Molesto si reca in banca per effettuare un pagamento: deve prelevare una grossa cifra per comprare un regalo.

Un funzionario della banca gli dice che non può prelevare: il conto non è abbastanza capiente per quel prelievo.

Le prove scritte: la reazione del sig. Molesto

Il signor Molesto è sconcertato, non capisce cosa sia successo.

Va su tutte le furie, vuole parlare con il direttore, minaccia cause e azioni legali.

Il direttore della banca lo riceve e gli spiega cosa è successo.

Il signor Molesto ha subito un pignoramento da parte di un cliente.

Il creditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo e successivamente ha pignorato il conto corrente riducendo una parte importante della provvista.

Il signor Molesto pensa subito ai due creditori: Roberto e Giada.

Entrambi non sono stati pagati ed entrambi gli hanno notificato un decreto ingiuntivo, ma chi è stato a pignorare per primo?

Le prove scritte: il creditore più avveduto

Il signor Molesto rivolge la domanda al direttore ed il direttore risponde: “È stata la signora Giada.”

Il signor Molesto impreca, esce e si accomoda fuori dalla stanza.

Giada è riuscita a pignorargli il conto e lui ha perso una grossa fetta del suo denaro.

Ma perché Giada è arrivata prima di Roberto?

I motivi del successo di Giada

Giada è stata più attenta di Roberto: ha preteso che il signor Molesto firmasse il contratto di commissione e questo si è rivelato un grosso vantaggio.

Giada ha accumulato un grande vantaggio al momento dell’emissione del decreto ingiuntivo.

Infatti il suo decreto ingiuntivo ha ottenuto la provvisoria esecuzione, mentre invece quello di Roberto no.

La provvisoria esecuzione produce un grosso vantaggio per il creditore poiché gli permette di avviare immediatamente l’azione esecutiva.

Infatti la legge prevede che il creditore può ottenere la provvisoria esecuzione se produce la documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere.

Questo principio è indicato nell’articolo 642 del Codice di Procedura Civile.

Giada infatti aveva un documento sottoscritto dal debitore e quella singola firma le ha permesso di ottenere un significativo vantaggio nella sfida con Roberto.

Gli errori di Roberto

Roberto invece non aveva un documento sottoscritto dal signor Molesto e ha dovuto richiedere l’ingiunzione sulla base della sola fattura emessa.

La carta d’identità del signor Molesto non gli ha permesso di ottenere un vantaggio, anche se poi è stata utile per ottenere l’ingiunzione.

Giada infatti ha potuto avviare il pignoramento del conto qualche settimana dopo la notifica del decreto ingiuntivo.

Il suo avvocato infatti ha sfruttato questo vantaggio per notificare il decreto ingiuntivo e il precetto nello stesso momento e successivamente è stato possibile notificare il pignoramento al debitore.

Roberto invece ha ottenuto il decreto ingiuntivo ma non ha ottenuto la provvisoria esecuzione.

L’imprenditore infatti ha notificato il decreto ingiuntivo al debitore ma ha dovuto aspettare 40 giorni prima di notificare l’atto di precetto.

Questo ritardo gli ha fatto perdere più tempo e per questo motivo Giada è arrivata prima di lui.


Conclusione

Siamo arrivati al termine di questa puntata e grazie a questa storia hai imparato tre cose molto importanti.

Quando stipuli un contratto con un cliente, assicurati di fargli firmare l’accordo.

Se dovrai ottenere un decreto ingiuntivo, ricorda che se produci la documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere puoi ottenere la provvisoria esecuzione del decreto.

E infine ricorda che nel recupero crediti spesso vince chi arriva prima.

Se riesci a pignorare il tuo debitore prima di altri creditori puoi recuperare integralmente il tuo credito.

Grazie per essere arrivato/a fino a questo punto.

Puoi ascoltare le nostre puntate sul nostro sito web cliccando nella sezione podcast, ma se preferisci puoi ascoltare l’episodio su:

Ti aspettiamo nella prossima puntata.

Le prove scritte


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Autore

Tino Crisafulli

Avvocato • Legal Advisor | Founder di Recupero Legale.

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