Recupero stragiudiziale e giudiziale: le domande frequenti
Introduzione
In questo articolo ti spiegherò quali sono le differenze principali tra il recupero giudiziale e il recupero stragiudiziale.
Devi sapere, infatti, che ci sono molti imprenditori che non comprendono bene la differenza fra le due attività.
Il recupero stragiudiziale è l’insieme di quelle attività che permette a un professionista o a una società di recupero di recuperare il tuo credito senza l’instaurazione di una causa giudiziale.
Il recupero giudiziale, invece, è quell’insieme delle attività che permette a un avvocato o a una società di recupero di recuperare il tuo credito grazie all’instaurazione di una causa giudiziale.
La differenza principale fra le due attività consiste proprio nell’avvio del contenzioso giudiziario.
Guarda il video qui sotto per scoprire di più su questo tema.
Qual è la differenza principale tra recupero crediti stragiudiziale e giudiziale?
La differenza principale tra recupero crediti stragiudiziale e giudiziale riguarda il procedimento legale che viene seguito per ottenere il pagamento dal debitore.
Nel recupero stragiudiziale il creditore applica strategie di negoziazione finalizzate a transigere la controversia con la controparte.
Durante la trattativa, il creditore può farsi assistere da specifici professionisti come:
- avvocato o legal advisor;
- credit manager;
- società di recupero crediti;
- professionista specializzato nel recupero crediti.
Al contrario nel recupero giudiziale, il creditore avvia un procedimento giudiziario finalizzato a ottenere un provvedimento di condanna contro il debitore.
Durante il contenzioso il creditore deve farsi assistere unicamente da un avvocato e non può rivolgersi ad altri soggetti (es. credit manager; professionista specializzato nel recupero crediti).
Quanto tempo richiede il recupero stragiudiziale e quello giudiziale?
Il tempo previsto per l’attività di recupero stragiudiziale dipende principalmente dalla complessità della trattativa con il debitore.
Se la controparte è disposta a effettuare il pagamento, allora l’accordo può essere raggiunto in poco tempo (e comunque entro 60 giorni).
Secondo le statistiche del nostro studio legale, le controversie in merito ai crediti commerciali possono essere definite in via stragiudiziale entro un tempo medio di 27 giorni.
Tuttavia la durata della trattativa dipende da molteplici variabili come:
- strategia di negoziazione applicata dal creditore;
- presenza o meno di contestazioni sul prodotto/servizio (da cui ha origine il credito);
- disponibilità economica della controparte.
Al contrario, il tempo previsto per l’attività di recupero giudiziale è molto più lungo e può avere una durata di alcuni anni.
Infatti, come confermato dalle statistiche pubblicate dal Ministero di Giustizia, le durata di una controversia di recupero crediti dipende principalmente dalla capacità di lavorazione del Tribunale al quale il creditore rivolge la domanda di giustizia.
Se l’ufficio giudiziale competente è efficiente, organizzato, e munito del numero sufficiente di giudici e ausiliari (rispetto al numero di contenziosi pendenti), allora il recupero giudiziale potrà avere una durata più breve.
Quali sono i costi relativi al recupero stragiudiziale e giudiziale?
I costi relativi al recupero stragiudiziale sono più bassi rispetto a quelli da sostenere nel recupero giudiziale.
In particolare nel recupero stragiudiziale il creditore dovrà sostenere le seguenti spese:
- il compenso da versare in favore del professionista (avvocato; legal advisor; credit manager) che svolgerà la trattativa con il debitore;
- eventuali spese per la raccolta di informazioni dettagliate sulla controparte (es. visura camerale; certificato di residenza);
- eventuali spese per la notifica di lettere di diffida o atti stragiudiziali (nel caso in cui sia non possibile effettuare la notifica via pec).
Al contrario nel recupero giudiziale il creditore dovrà sostenere le seguenti spese:
- il compenso da versare in favore dell’avvocato che avvierà il procedimento giudiziario contro il debitore;
- eventuali spese per la raccolta di informazioni dettagliate sulla controparte (es. visura camerale; certificato di residenza);
- eventuali spese per eseguire indagini patrimoniali sulla controparte;
- le spese di giustizia, da versare allo Stato (es. contributo unificato; marche da bollo), per l’iscrizione a ruolo del procedimento;
- eventuali spese per la notifica degli atti giudiziari (es. decreto ingiuntivo; sentenza);
- tasse e spese di registrazione (presso l’Agenzia delle Entrate) del provvedimento giudiziario con cui il Giudice condanna il debitore.
Quando conviene il recupero stragiudiziale o quello giudiziale?
Il recupero stragiudiziale può essere più conveniente del recupero giudiziale in presenza di specifici indicatori o KPI (“Key Performance Indicator”; parole che significano “Indicatore Chiave di Prestazione”).
Per valutare correttamente la presenza di tali indicatori è necessario:
- quantificare l’importo del credito insoluto;
- eseguire una stima sulle probabilità di recupero;
- analizzare il comportamento del debitore;
- valutare lo stato finanziario del debitore.
Al contrario il recupero giudiziale può risultare più conveniente del recupero stragiudiziale nei seguenti casi:
- quando il credito è di importo elevato;
- quando il debitore nega qualsiasi forma di negoziazione;
- quando il debitore è proprietario di beni che hanno un valore sufficiente a soddisfare il credito insoluto.
Recupero stragiudiziale e giudiziale: cosa scegliere?
Per stabilire quale delle due strategie scegliere, è possibile applicare un criterio temporale.
Per questo motivo ti consiglio di:
- individuare la data di scadenza di ogni singola fattura non pagata;
- calcolare il numero di giorni in cui il credito risulta scaduto.
Devi sapere che, in base alla durata del periodo di mancato pagamento, ogni posizione creditoria è soggetta a un processo di deterioramento, che condiziona l’azione di recupero.
In via generale, i crediti che sono scaduti da poco tempo potrebbero essere recuperati più facilmente attraverso l’attività stragiudiziale.
Infatti, le statistiche del nostro studio legale dimostrano che le posizioni creditorie scadute entro i 90 giorni presentano una maggiore probabilità di recupero attraverso una trattativa stragiudiziale.
Al contrario, per i crediti che sono scaduti da più di 90 giorni, in genere la strategia più efficace risulta essere quella di recupero giudiziale.
Tuttavia ogni posizione creditoria è differente e non è possibile applicare delle regole standard senza una preventiva analisi legale.
Per scoprire di più su questo tema, guarda il video qui sotto.
Quali documenti conservare nel recupero stragiudiziale e giudiziale?
Nel recupero stragiudiziale e giudiziale è necessario conservare i seguenti documenti:
- accordo o contratto stipulato tra creditore e debitore da cui ha origine il credito;
- fatture insolute (sia eventuali fatture digitali, sia le eventuali fatture elettroniche con ricevuta pec di avvenuta consegna);
- corrispondenza email (o chat) tra creditore e debitore (tale prova è fondamentale in assenza di un contratto in forma scritta sottoscritto tra le parti);
- eventuali e ulteriori documenti che possono provare che il creditore ha eseguito completamente la sua prestazione.
Tali documenti sono decisivi per:
- una corretta valutazione preliminare del credito;
- l’individuazione della migliore strategia di recupero.
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