Recupero giudiziale - copertina

Recupero giudiziale: introduzione

In questo articolo ti spiegherò quali sono le tre fasi principali del recupero giudiziale.

Quando l’attività stragiudiziale non va a buon fine, l’unico modo per incassare il tuo credito insoluto è quello di rivolgerti all’autorità giudiziaria.

Tuttavia il percorso giudiziale è composto da alcune fasi progressive che sono finalizzate a specifici obiettivi.

In questa guida ti fornirò una descrizione completa e comprensibile della fase giudiziale, che ti aiuterà ad affrontare la controversia con il debitore in modo consapevole.

Molti clienti del nostro studio legale sono timorosi quando ascoltano le parole “tribunale”, “magistrato” o “contenzioso”.

Litigare con qualcuno davanti a un giudice non è mai piacevole.

Non preoccuparti, capisco benissimo cosa si prova ad affrontare una controversia giudiziale.

La prima controversia non si dimentica mai (soprattutto quando devi recuperare un credito).

Ma non temere, grazie a questo articolo scoprirai quali azioni compiere e quali errori evitare durante il giudizio.

Prima di proseguire voglio fornirti alcune informazioni preliminari.

Recupero giudiziale: definizione

Il recupero giudiziale rappresenta l’insieme delle azioni legali che un creditore può intraprendere per ottenere il pagamento di un credito non soddisfatto.

Si tratta di una procedura formale che coinvolge l’autorità giudiziaria e che si rende necessaria quando il debitore non adempie spontaneamente ai suoi obblighi.

A differenza del recupero stragiudiziale, che si basa su solleciti e accordi tra le parti, il recupero giudiziale richiede l’intervento del tribunale.

Questa modalità di recupero è più complessa, più costosa e più lunga rispetto a quella stragiudiziale, ma offre strumenti più efficaci per ottenere quanto ti spetta.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.


Le tre fasi del recupero giudiziale

Recupero giudiziale - consigli

Il recupero giudiziale si articola principalmente in tre fasi.

Vediamole una per una, così da comprendere esattamente cosa ti aspetta in questo percorso.

Prima fase: la creazione del titolo esecutivo

La prima fase è quella della creazione del titolo esecutivo.

Per recuperare il tuo credito in via giudiziale occorre possedere un titolo esecutivo.

Ma cosa significa esattamente “titolo esecutivo”?

Il titolo esecutivo è un documento che:

  • attesta in modo certo e incontestabile l’esistenza del tuo credito;
  • ti consente di procedere con l’esecuzione forzata nei confronti del debitore.

Senza questo documento, non potrai avviare nessuna procedura esecutiva.

I titoli esecutivi che ti permettono di passare alla fase successiva del recupero giudiziale sono:

Il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo è probabilmente lo strumento più utilizzato per il recupero dei crediti.

Si tratta di un provvedimento che il giudice emette su richiesta del creditore, ordinando al debitore di pagare una somma di denaro.

La particolarità del decreto ingiuntivo è che viene emesso senza che il debitore venga ascoltato, sulla base della sola documentazione presentata dal creditore.

Il debitore potrà opporsi al decreto ingiuntivo entro quaranta giorni dalla notifica, ma se non lo fa, il decreto diventa definitivo ed esecutivo.

Anche se il debitore si oppone, il creditore può chiedere che il decreto sia dichiarato provvisoriamente esecutivo, permettendo così di procedere immediatamente alla fase esecutiva.

La sentenza

La sentenza rappresenta un altro tipo di titolo esecutivo.

Quando un giudice emette una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, questa diventa automaticamente esecutiva.

La sentenza è il risultato di un processo ordinario, quindi più lungo e articolato rispetto al procedimento per decreto ingiuntivo.

Tuttavia, le sentenze hanno la stessa efficacia esecutiva e permettono di passare alle fasi successive del recupero giudiziale.

I titoli di credito

Infine, alcuni titoli di credito come le cambiali o gli assegni sono già di per sé titoli esecutivi.

Questo significa che se possiedi una cambiale o un assegno non pagato, puoi procedere direttamente all’esecuzione forzata senza dover passare per un giudizio.

Naturalmente, il titolo deve essere regolare e deve rispettare tutti i requisiti previsti dalla legge.

Seconda fase: la notifica del precetto

La fase due del recupero giudiziale è quella del precetto.

Infatti, una volta che avrai ottenuto un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo; sentenza), dovrai procedere alla notifica dell’atto di precetto.

Ma cos’è esattamente il precetto?

Il precetto è un atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere entro dieci giorni al pagamento di quanto dovuto.

Si tratta di un ultimatum legale che rappresenta l’ultimo avvertimento prima di procedere con l’esecuzione forzata.

La notifica dell’atto di precetto è un passaggio indispensabile prima di avviare la terza e ultima fase del recupero giudiziale.

Non puoi saltare questo passaggio: senza la notifica del precetto, qualsiasi azione esecutiva successiva sarebbe nulla.

Il precetto deve contenere alcune informazioni obbligatorie, come:

  • l’indicazione del titolo esecutivo su cui si basa;
  • l’ammontare preciso del credito;
  • l’intimazione a pagare entro un termine non minore di dieci giorni.

Inoltre, il creditore deve avvertire il debitore che, in mancanza di pagamento, si procederà all’esecuzione forzata.

Dopo la notifica del precetto, devi attendere almeno dieci giorni prima di procedere con il pignoramento.

Questo termine è previsto dalla legge per dare al debitore un’ultima possibilità di pagare spontaneamente.

Se trascorsi i dieci giorni il debitore non ha ancora rispettato l’obbligazione di pagamento, potrai finalmente procedere con la fase esecutiva.

Terza fase: il pignoramento

La terza e ultima fase è appunto la notifica dell’atto di pignoramento.

Il pignoramento è l’atto con cui vengono individuati e “bloccati” i beni del debitore per destinarli alla soddisfazione del credito.

Si tratta della fase più concreta del recupero giudiziale, quella in cui finalmente si passa all’espropriazione e al successivo incasso per il creditore.

Il nostro ordinamento giuridico prevede tre principali forme di pignoramento:

Vediamo queste procedure nel dettaglio.

Il pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è la forma più comune e più veloce di esecuzione forzata.

Consiste nel bloccare le somme di denaro che terzi soggetti devono al debitore o che detengono per conto del debitore.

Gli esempi più frequenti sono il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro o il pignoramento del conto corrente presso la banca.

In questi casi, il creditore notifica l’atto di pignoramento sia al debitore sia al terzo che detiene le somme.

Il terzo è obbligato a:

  • dichiarare quanto deve al debitore;
  • non versare le somme (che spettano al debitore) direttamente al debitore;
  • trattenere le somme in favore del creditore (il successivo incasso sarà ordinato dal giudice).

Il pignoramento presso terzi è particolarmente efficace perché permette di aggredire direttamente i redditi periodici del debitore.

Tuttavia, esistono dei limiti: lo stipendio può essere pignorato solo in parte, mentre alcune somme sono del tutto impignorabili, come: la pensione minima o le indennità per invalidità.

Il pignoramento mobiliare

Il pignoramento mobiliare riguarda i beni mobili del debitore e precisamente:

  • autoveicoli;
  • motoveicoli;
  • gioielli;
  • opere d’arte;
  • macchinari aziendali;
  • qualsiasi altro bene mobile di valore.

Tale procedura esecutiva i esegue mediante un ufficiale giudiziario.

Quest’ultimo si reca presso l’abitazione o la sede aziendale del debitore per individuare i beni da pignorare.

In seguito i beni vengono messi all’asta e il ricavato della vendita viene utilizzato per soddisfare il credito.

Il pignoramento mobiliare è lo strumento giudiziale meno utilizzato, rispetto al pignoramento presso terzi, perché spesso i beni mobili hanno un valore limitato o sono difficili da vendere a terzi.

Inoltre, alcuni beni sono impignorabili per legge, come i mobili strettamente necessari per la vita quotidiana del debitore e della sua famiglia.

Il pignoramento immobiliare

Il pignoramento immobiliare è la forma più complessa di esecuzione forzata.

Tale procedura consiste nel bloccare un immobile di proprietà del debitore per poi metterlo all’asta e soddisfare il credito con il ricavato della vendita.

Questa procedura può rivelarsi particolarmente lunga e costosa.

Infatti dalla notifica dell’atto di pignoramento alla vendita effettiva dell’immobile possono trascorrere anche diversi anni.

Per questo motivo, il pignoramento immobiliare viene utilizzato principalmente per crediti di importo elevato, dove il valore dell’immobile giustifica i costi e i tempi della procedura.

Anche in questo caso esistono delle tutele per il debitore.

Quanto costa il recupero giudiziale

Una domanda che sicuramente ti starai ponendo è quanto costa lo svolgimento di tutte le attività giudiziali.

Il recupero giudiziale comporta diversi costi che devi considerare attentamente prima di avviare la procedura.

In particolare dovrai sostenere:

  • le spese legali per l’avvocato (che variano in base alla complessità dell’incarico e all’importo del credito);
  • le spese di giustizia (es. contributi unificati da pagare per il deposito degli atti in tribunale);
  • le spese per la notifica degli atti tramite ufficiale giudiziario.

Inoltre, in caso di esecuzione immobiliare, potrebbe essere necessario pagare i compensi del custode dei beni pignorati e di eventuali altri professionisti coinvolti.

In generale, prima di procedere in questa direzione, ti conviene effettuare una previsione dei costi e delle probabilità di incasso.

La buona notizia è che, se avrai successo, queste spese verranno addebitate al debitore e saranno recuperate insieme al credito principale.

Quanto dura il recupero giudiziale

Anche i tempi del recupero giudiziale sono un aspetto importante da considerare.

Ottenere un decreto ingiuntivo non opposto può richiedere alcuni mesi.

Se invece il debitore si oppone, i tempi si allungano notevolmente e possono servire anche due o tre anni per arrivare a una sentenza definitiva.

Una volta ottenuto il titolo esecutivo, la notifica del precetto è un adempimento che richiede pochi giorni.

Il pignoramento presso terzi può dare risultati abbastanza rapidi, soprattutto se riesci a individuare beni (es. conto corrente o uno stipendio) che sono “capienti” per soddisfare il tuo credito.

Il pignoramento immobiliare, invece, è notoriamente più lento.

Dalla notifica dell’atto di pignoramento alla vendita dell’immobile possono trascorrere dai tre ai cinque anni, se non di più.

Quando conviene il recupero giudiziale

A questo punto ti starai chiedendo se conviene davvero intraprendere il recupero giudiziale.

La risposta dipende da diversi fattori.

Innanzitutto, devi valutare l’importo del credito: per crediti molto piccoli, i costi e i tempi del recupero giudiziale potrebbero non giustificare l’azione.

In secondo luogo, devi considerare la solvibilità del debitore: se il debitore non ha beni aggredibili né redditi pignorabili, anche ottenere un titolo esecutivo potrebbe rivelarsi inutile.

Infine, devi valutare se ci sono alternative più economiche e veloci, come il recupero stragiudiziale o la mediazione.


Conclusione

Il recupero giudiziale è uno strumento potente per ottenere il pagamento dei tuoi crediti.

Tuttavia lo svolgimento di tutte le attività processuali richiede un investimento economico iniziale.

In alcuni casi tale percorso giudiziario può essere l’unica mezzo per ottenere il pagamento del debitore quando le altre strategie si sono rivelate inefficaci.

Ricorda sempre che la chiave del successo è una valutazione preliminare della controversia prima di avviare eventuali azioni legali.

Per questo motivo ti consiglio di chiedere il supporto di uno studio legale specializzato in credit management al fine di analizzare il tuo caso specifico e scegliere la strategia migliore.

Se hai domande o dubbi, non esitare a contattarci.

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Tino Crisafulli

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Gli operatori del recupero crediti - copertina

Gli operatori del recupero crediti: introduzione

In questo articolo ti spiegherò quali sono le abilità principali degli operatori del recupero crediti e quali sono le domande frequenti su questo tema.

Se devi ricevere il pagamento da parte di un cliente, sarà importante conoscere le qualità dei professionisti che dovranno supportarti per avviare una trattativa stragiudiziale.

Infatti, se scegli un operatore poco preparato o esperto, il tuo obiettivo di incasso sarà più difficile da raggiungere.

In primo luogo, ricorda che, quando affidi un incarico di recupero crediti, sarà necessario valutare il grado di preparazione del soggetto al quale ti rivolgerai.

Le principali abilità degli operatori del recupero crediti sono le seguenti:

  • competenza nella fase di negoziazione;
  • capacità di rintracciare debitori irreperibili;
  • abilità nella gestione di dati;
  • precisione nella compliance normativa;
  • competenza nell’uso di tecnologie e strumenti AI;
  • capacità di segmentare le pratiche in affido;
  • abilità nel prevedere le probabilità di incasso.

Tali caratteristiche possono soddisfare i bisogni principali delle imprese che attraversano una crisi finanziaria.

Cosa è importante per i creditori

Nella mia esperienza professionale ho appurato che molti creditori sono impreparati davanti a un problema di recupero crediti.

Il mancato pagamento di un cliente genera uno stato di insicurezza e provoca emozioni tumultuose (come rabbia e delusione) difficili da gestire.

Un professionista specializzato nel recupero crediti deve comprendere questo stato psicologico per consolidare il rapporto di collaborazione e per rendere più incisiva l’azione stragiudiziale.

In particolare ti consiglio di accertare se gli operatori del recupero crediti ai quali ti rivolgerai conoscono lo specifico settore o modello di business della tua impresa.

Infatti, la natura dell’esposizione debitoria (consumer; business; industria; servizi; forniture) influisce profondamente sulle modalità e sulle probabilità di successo.

Un altro tema importante riguarda la garanzia che l’azione di recupero sia conforme alle leggi vigenti.

Verifica se la tua impresa deve rispettare specifiche norme di settore o regolamenti di grado secondario.

Infatti, tale aspetto può incidere sull’adempimento delle obbligazioni di pagamento per la controparte.

Inoltre la trasparenza sui costi di recupero e sul modello remunerativo è decisiva per avviare una collaborazione soddisfacente.

Per questo motivo ti consiglio di verificare:

  • l’importo delle spese fisse di recupero;
  • l’importo degli eventuali compensi variabili (in caso di incasso);
  • i tempi di definizione delle pratiche in affido.

Infine le capacità comunicative e negoziali sono fondamentali per ottenere un buon risultato.

Verifica se il soggetto al quale ti rivolgerai sa gestire la trattativa e ha le abilità per proporre piani di rientro o raggiungere un accordo bonario (settlement) con il debitore.

Queste abilità ti aiuteranno a mantenere una relazione commerciale con la controparte anche dopo l’attività di recupero crediti.

Per scoprire di più su questo tema, guarda il video qui sotto.

Quali sono le abilità più importanti per gli operatori del recupero crediti?

Le abilità più importanti per gli operatori del recupero crediti sono:

  • competenza nella fase di negoziazione;
  • conoscenza del settore in cui opera il creditore;
  • comprensione delle emozioni durante la trattativa di recupero.

In molti casi la strategia di recupero può essere molto diversa in base alla tipologia di credito da recuperare.

Infatti un credito commerciale, maturato nel settore B2B (business to business – ovvero da un’impresa nei confronti di un’altra impresa) richiede attività differenti rispetto a un credito vantato nei confronti di un consumatore o persona fisica.

Per questo motivo è fondamentale accertare se il professionista al quale ti rivolgerai ha già trattato situazioni analoghe.

Qual è il tasso di successo degli operatori del recupero crediti?

Un altro elemento molto importante è che l’operatore del recupero crediti possa fornire al cliente una descrizione dei risultati ottenuti in quello specifico settore.

In particolare, per valutare la competenza del professionista, dovresti analizzare:

  • statistiche di recupero;
  • metriche di performance (con eventuali percentuali di successo in base ai segmenti);
  • casi studio e risultati ottenuti in uno specifico settore.

Tali informazioni possono incidere in modo significativo sulla decisione di affidare una o più pratiche di recupero.

Il tasso di successo è molto variabile e può dipendere dal settore e dalla prestazione fornita dal creditore.

Infatti, nel caso in cui il tuo prodotto o servizio è stato contestato dalla controparte, le probabilità di recupero potrebbero essere minori.

Tuttavia, prima di effettuare diagnosi giuridiche errate, è necessario analizzare il contratto (scritto o verbale) e il tipo di collaborazione da cui ha avuto origine il credito insoluto.

Solo in questo modo sarà possibile stabilire con sufficiente precisione qual è il tasso di successo possibile per l’attività di recupero.

Come si comportano gli operatori del recupero crediti durante le trattative con il debitore?

Durante un trattativa stragiudiziale, gli operatori del recupero crediti devono controllare le emozioni e stabilire un contatto rispettoso e civile con il debitore.

Le reazioni impulsive e le affermazioni polemiche possono compromettere le probabilità di incasso.

In questi casi il professionista del recupero crediti deve contenere eventuali escalation emotive per instaurare un dialogo bonario con la controparte.

Per questo motivo è molto importante che gli operatori al quale ti rivolgerai conoscano le norme di settore che regolano l’attività di recupero stragiudiziale.

Infatti il Codice di condotta per i processi di gestione e tutela del credito (realizzato dal Forum Unirec-Consumatori) impone regole specifiche per il numero di contatti con la controparte durante la giornata o la settimana.

In altri casi più complessi il debitore è difficile da raggiungere a causa della modifica della sede legale (per le società) o dell’indirizzo di residenza (per le persone fisiche).

L’efficacia del recupero crediti dipende dalla capacità del professionista di gestire queste situazioni complesse per avviare una trattativa con la controparte.

Qual è il compenso richiesto dagli operatori del recupero crediti?

Il compenso richiesto dagli operatori del recupero crediti può avere misura fissa, variabile o mista (compenso fisso + compenso variabile).

Il compenso fisso è legato allo svolgimento di specifiche attività a prescindere dal risultato ottenuto dal creditore.

Al contrario il compenso variabile è spesso definito “success fee” (compenso di successo) e viene riconosciuto solo al raggiungimento di obiettivi prefissati.

Il compenso misto, invece, prevede il versamento di una somma fissa iniziale (di solito di misura ridotta) e il versamento di una somma finale in caso di recupero del credito.

Valutare gli operatori del recupero crediti solo dal loro modello economico (compenso fisso; compenso variabile; compenso misto) potrebbe rivelarsi un errore.

I servizi di recupero crediti e credit management richiedono attività di natura complessa e imprevedibile, che dipendono spesso dal comportamento della controparte.

Di conseguenza tali attività possono essere svolte e/o segmentate in fasi temporali differenti.

Una trattativa con la controparte non è lineare ma si articola in diverse fasi (es. discussione orale; corrispondenza scritta; redazione di documenti) che si svolgono nell’arco di più giorni e/o settimane.

Tutti i modelli economici descritti (compenso fisso; compenso variabile; compenso misto) presentano vantaggi e criticità.

In particolare se un professionista richiede solo un compenso fisso, la sua attività potrebbe essere poco incisiva, poiché legata solo allo svolgimento di specifici adempimenti, senza che vi sia un interesse concreto per il recupero del credito.

Allo stesso modo se un operatore del recupero crediti richiede solo un compenso variabile, la sua azione iniziale (per stabilire un contatto con il debitore) potrebbe essere troppo superficiale o (peggio) aggressiva, poiché orientata solo all’obiettivo di incasso.

In molti casi il modello misto (compenso fisso + compenso variabile) può risultare la soluzione migliore, poiché bilancia la qualità del servizio fornito e l’interesse perseguito dal creditore.

Gli operatori del recupero crediti come rispettano la legge nei confronti del debitore?

Gli operatori del recupero crediti devono impegnarsi a rispettare specifiche norme durante lo svolgimento della loro attività.

In particolare è necessario mantenere la riservatezza delle comunicazioni intercorse con il debitore previste dalla normativa sulla privacy.

Inoltre è  molto importante rispettare le norme settoriali (previste Codice di condotta per i processi di gestione e tutela del credito) per evitare che i ripetuti contatti stragiudiziali con il debitore possano risultare molesti e invadenti.

Il creditore deve tutelare la propria reputazione ponendo in essere comportamenti e azioni (anche per mezzo di professionisti esterni) che risultino sconvenienti o contrari alle legge.

Ricorda che se l’attività di recupero crediti viene svolta senza rispettare le norme di legge, il creditore potrebbe incorrere in rischi legali derivanti da pratiche aggressive o scorrette (anche se eseguite da altro soggetto).

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Recupero stragiudiziale e giudiziale - copertina

Introduzione

In questo articolo ti spiegherò quali sono le differenze principali tra il recupero giudiziale e il recupero stragiudiziale.

Devi sapere, infatti, che ci sono molti imprenditori che non comprendono bene la differenza fra le due attività.

Il recupero stragiudiziale è l’insieme di quelle attività che permette a un professionista o a una società di recupero di recuperare il tuo credito senza l’instaurazione di una causa giudiziale.

Il recupero giudiziale, invece, è quell’insieme delle attività che permette a un avvocato o a una società di recupero di recuperare il tuo credito grazie all’instaurazione di una causa giudiziale.

La differenza principale fra le due attività consiste proprio nell’avvio del contenzioso giudiziario.

Guarda il video qui sotto per scoprire di più su questo tema.

Qual è la differenza principale tra recupero crediti stragiudiziale e giudiziale?

La differenza principale tra recupero crediti stragiudiziale e giudiziale riguarda il procedimento legale che viene seguito per ottenere il pagamento dal debitore.

Nel recupero stragiudiziale il creditore applica strategie di negoziazione finalizzate a transigere la controversia con la controparte.

Durante la trattativa, il creditore può farsi assistere da specifici professionisti come:

  • avvocato o legal advisor;
  • credit manager;
  • società di recupero crediti;
  • professionista specializzato nel recupero crediti.

Al contrario nel recupero giudiziale, il creditore avvia un procedimento giudiziario finalizzato a ottenere un provvedimento di condanna contro il debitore.

Durante il contenzioso il creditore deve farsi assistere unicamente da un avvocato e non può rivolgersi ad altri soggetti (es. credit manager; professionista specializzato nel recupero crediti).

Recupero stragiudiziale e giudiziale - differenze_infografica

Quanto tempo richiede il recupero stragiudiziale e quello giudiziale?

Il tempo previsto per l’attività di recupero stragiudiziale dipende principalmente dalla complessità della trattativa con il debitore.

Se la controparte è disposta a effettuare il pagamento, allora l’accordo può essere raggiunto in poco tempo (e comunque entro 60 giorni).

Secondo le statistiche del nostro studio legale, le controversie in merito ai crediti commerciali possono essere definite in via stragiudiziale entro un tempo medio di 27 giorni.

Tuttavia la durata della trattativa dipende da molteplici variabili come:

  • strategia di negoziazione applicata dal creditore;
  • presenza o meno di contestazioni sul prodotto/servizio (da cui ha origine il credito);
  • disponibilità economica della controparte.

Al contrario, il tempo previsto per l’attività di recupero giudiziale è molto più lungo e può avere una durata di alcuni anni.

Infatti, come confermato dalle statistiche pubblicate dal Ministero di Giustizia, le durata di una controversia di recupero crediti dipende principalmente dalla capacità di lavorazione del Tribunale al quale il creditore rivolge la domanda di giustizia.

Se l’ufficio giudiziale competente è efficiente, organizzato, e munito del numero sufficiente di giudici e ausiliari (rispetto al numero di contenziosi pendenti), allora il recupero giudiziale potrà avere una durata più breve.

Quali sono i costi relativi al recupero stragiudiziale e giudiziale?

I costi relativi al recupero stragiudiziale sono più bassi rispetto a quelli da sostenere nel recupero giudiziale.

In particolare nel recupero stragiudiziale il creditore dovrà sostenere le seguenti spese:

  • il compenso da versare in favore del professionista (avvocato; legal advisor; credit manager) che svolgerà la trattativa con il debitore;
  • eventuali spese per la raccolta di informazioni dettagliate sulla controparte (es. visura camerale; certificato di residenza);
  • eventuali spese per la notifica di lettere di diffida o atti stragiudiziali (nel caso in cui sia non possibile effettuare la notifica via pec).

Al contrario nel recupero giudiziale il creditore dovrà sostenere le seguenti spese:

  • il compenso da versare in favore dell’avvocato che avvierà il procedimento giudiziario contro il debitore;
  • eventuali spese per la raccolta di informazioni dettagliate sulla controparte (es. visura camerale; certificato di residenza);
  • eventuali spese per eseguire indagini patrimoniali sulla controparte;
  • le spese di giustizia, da versare allo Stato (es. contributo unificato; marche da bollo), per l’iscrizione a ruolo del procedimento;
  • eventuali spese per la notifica degli atti giudiziari (es. decreto ingiuntivo; sentenza);
  • tasse e spese di registrazione (presso l’Agenzia delle Entrate) del provvedimento giudiziario con cui il Giudice condanna il debitore.

Quando conviene il recupero stragiudiziale o quello giudiziale?

Il recupero stragiudiziale può essere più conveniente del recupero giudiziale in presenza di specifici indicatori o KPI (“Key Performance Indicator”; parole che significano “Indicatore Chiave di Prestazione”).

Per valutare correttamente la presenza di tali indicatori è necessario:

  • quantificare l’importo del credito insoluto;
  • eseguire una stima sulle probabilità di recupero;
  • analizzare il comportamento del debitore;
  • valutare lo stato finanziario del debitore.

Al contrario il recupero giudiziale può risultare più conveniente del recupero stragiudiziale nei seguenti casi:

  • quando il credito è di importo elevato;
  • quando il debitore nega qualsiasi forma di negoziazione;
  • quando il debitore è proprietario di beni che hanno un valore sufficiente a soddisfare il credito insoluto.

Recupero stragiudiziale e giudiziale: cosa scegliere?

Per stabilire quale delle due strategie scegliere, è possibile applicare un criterio temporale.

Per questo motivo ti consiglio di:

  • individuare la data di scadenza di ogni singola fattura non pagata;
  • calcolare il numero di giorni in cui il credito risulta scaduto.

Devi sapere che, in base alla durata del periodo di mancato pagamento, ogni posizione creditoria è soggetta a un processo di deterioramento, che condiziona l’azione di recupero.

In via generale, i crediti che sono scaduti da poco tempo potrebbero essere recuperati più facilmente attraverso l’attività stragiudiziale.

Infatti, le statistiche del nostro studio legale dimostrano che le posizioni creditorie scadute entro i 90 giorni presentano una maggiore probabilità di recupero attraverso una trattativa stragiudiziale.

Al contrario, per i crediti che sono scaduti da più di 90 giorni, in genere la strategia più efficace risulta essere quella di recupero giudiziale.

Tuttavia ogni posizione creditoria è differente e non è possibile applicare delle regole standard senza una preventiva analisi legale.

Per scoprire di più su questo tema, guarda il video qui sotto.

Quali documenti conservare nel recupero stragiudiziale e giudiziale?

Nel recupero stragiudiziale e giudiziale è necessario conservare i seguenti documenti:

  • accordo o contratto stipulato tra creditore e debitore da cui ha origine il credito;
  • fatture insolute (sia eventuali fatture digitali, sia le eventuali fatture elettroniche con ricevuta pec di avvenuta consegna);
  • corrispondenza email (o chat) tra creditore e debitore (tale prova è fondamentale in assenza di un contratto in forma scritta sottoscritto tra le parti);
  • eventuali e ulteriori documenti che possono provare che il creditore ha eseguito completamente la sua prestazione.

Tali documenti sono decisivi per:

  • una corretta valutazione preliminare del credito;
  • l’individuazione della migliore strategia di recupero.

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La Negoziazione per gestire i crediti

La negoziazione è un processo di comunicazione interpersonale che si rende necessario quando una parte non può raggiungere i propri obiettivi unilateralmente.

In questo caso, il tuo obiettivo è chiaramente ottenere il pagamento da un debitore.

Tuttavia, questo obiettivo non può essere raggiunto in modo unilaterale e dovrai ricorrere a una trattativa con l’altra parte prima di considerare eventuali azioni legali.

La Negoziazione: definizione

Nelle attività di recupero, la negoziazione è un processo fondamentale in cui il creditore e il debitore si accordano sul pagamento dell’obbligazione contrattuale.

Tuttavia, è importante chiarire alcuni aspetti riguardanti questa frase.

In primo luogo, la negoziazione è essenziale per raggiungere rapidamente gli obiettivi di incasso desiderati.

Svolgere una negoziazione efficace può evitare procedimenti legali controversi.

Durante la negoziazione, il tuo principale obiettivo deve essere quello di raggiungere un accordo con l’altra parte coinvolta.

Nella maggior parte delle trattative, questo è il più grande ostacolo da superare.

Il creditore può diventare molto rigido sulle sue richieste per cercare di ottenere il pagamento, senza considerare che in caso di rifiuto dell’altra parte, l’obiettivo non può essere raggiunto se non attraverso una causa legale.

In qualità di avvocato ti posso garantire che spesso la via legale è un fallimento anche per il creditore.

Il nostro studio legale si focalizza su uno dei concetti più importanti nel mondo del business: l’obbligazione contrattuale.

Contratti e Crediti Insoluti

Quando parliamo di obbligazione contrattuale, non ci riferiamo solo ai contratti stipulati per iscritto, ma anche a tutte quelle transazioni in cui è dimostrato che esisteva l’accordo tra le parti.

In generale è preferibile avere un contratto scritto per delineare i dettagli legali del rapporto di collaborazione.

In passato, abbiamo gestito con successo casi di recupero crediti anche senza un contratto formale, purché si possa dimostrare l’esistenza del debito e del rapporto contrattuale.

L’importanza della Negoziazione

È importante ricordare che la negoziazione è uno strumento utile per risolvere in modo amichevole le dispute, e quindi il creditore deve avere l’intenzione di giungere a una transazione.

Questo concetto è fondamentale e dovrebbe sempre essere tenuto a mente quando si avvia una negoziazione con il debitore.

Inoltre, attraverso la negoziazione è possibile evitare l’avvio di una causa legale, il che porta a ulteriori costi di recupero.

La negoziazione è quindi uno strumento prezioso per evitare costi aggiuntivi.

La Comunicazione: definizione ed elementi

La comunicazione è fondamentale durante il processo di recupero stragiudiziale.

Per gestire con successo le trattative con il debitore, è importante padroneggiare le regole di una buona comunicazione durante la negoziazione telefonica.

Con una comunicazione efficace, puoi ottenere risultati migliori nel tuo processo di recupero.

Uno dei principali limiti della negoziazione è dire cose che non corrispondono al nostro stato mentale o alle nostre intenzioni.

È importante coordinare la nostra comunicazione verbale e paraverbale per essere efficaci nella negoziazione.

Ma prima di entrare nei dettagli delle fasi della negoziazione, dobbiamo imparare le regole fondamentali da seguire per avviare una comunicazione efficace.

La Comunicazione Efficace

Quando possiamo considerare una comunicazione efficace?

Una comunicazione efficace implica un dialogo costruttivo con il debitore.

L’obiettivo della negoziazione, naturalmente, è ottenere il pagamento del debito.

Tuttavia, non dimenticare mai che questo è il tuo obiettivo finale anche quando lavori per un’agenzia di recupero crediti e cerchi di instaurare un rapporto empatico con i debitori.

È importante ricordare al debitore che il pagamento è l’unica soluzione per liberarsi dal problema.

Pertanto, devi concentrarti sulla risoluzione del problema.

Il mancato pagamento rappresenta un problema sia per il debitore che per il creditore, quindi è cruciale focalizzarsi su questo aspetto durante la comunicazione.

Comunicare in modo efficace con il debitore è fondamentale per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ciò include non solo le comunicazioni verbali e telefoniche, ma anche quelle via email.

Mantenere un tono calmo e collaborativo è essenziale per raggiungere una transazione con il debitore.

Ricorda che all’inizio potrebbe vederti come un nemico, ma la chiave è far capire che avete un obiettivo comune e che risolvere il tuo problema è anche vantaggioso per lui.

Concentrandoti su questa prospettiva, il debitore vedrà la tua attività di recupero crediti come una risorsa che può aiutarlo a liberarsi da un problema.

È possibile che il debitore al momento non abbia i mezzi necessari per pagare.

Per essere efficaci nella comunicazione, devi concentrarti su tre aggettivi e caratteristiche: deve essere chiara, sintetica e completa.

La Comunicazione “chiara”

Per una comunicazione chiara, è importante seguire alcune regole chiave.

Una di queste è l’utilizzo di un linguaggio semplice e comprensibile, noto come Plain Language, quando si comunica con un debitore.

L’uso di termini troppo tecnici o giuridici potrebbe causare confusione o frustrazione al destinatario e impedire il raggiungimento del tuo obiettivo.

Quando si affrontano discussioni iniziali con un’altra parte, è importante utilizzare linguaggio semplice e non complicato, soprattutto quando si tratta di questioni legali o tecniche.

Per questo motivo, ti consiglio di comunicare direttamente il problema del mancato pagamento senza usare frasi aggressive che potrebbero infastidire il debitore.

In questa fase, è meglio mantenere una certa riservatezza senza rivelare troppi dettagli.

Parlando chiaramente in modo comprensibile a tutti, puoi evitare fraintendimenti e utilizzare parole semplici anziché termini troppo complicati.

Quando si tratta di recuperare crediti, è importante parlare in modo chiaro e semplice per evitare confusione con i debitori.

Non c’è bisogno di utilizzare termini sofisticati o complicati.

Elenca semplicemente il problema e comunica chiaramente lo scopo della chiamata e gli obiettivi che si vogliono raggiungere, mantenendo sempre un tono professionale e rispettoso.

La Comunicazione “sintetica”

La comunicazione sintetica è un aspetto che spesso viene dato per scontato, ma in realtà richiede un approccio preciso e diretto.

Secondo le statistiche, una comunicazione breve e sintetica funziona meglio quando si conclude entro i 5-9 minuti.

Dalla mia esperienza personale, posso confermare che ogni presentazione che supera i 5 minuti perde gradualmente efficacia, raggiungendo la completa inefficacia dopo i 9 minuti.

Per questo motivo, se devi esporre un problema, cerca di essere conciso e di presentarlo entro i primi 5 minuti per massimizzare l’impatto della tua comunicazione.

Quando presenti il problema dei debiti arretrati, è importante non andare troppo veloce.

Devi prenderti il tempo necessario per spiegare la situazione, ma senza essere troppo prolisso.

Evita di dilungarti troppo nei dettagli, altrimenti potresti perdere l’attenzione del debitore.

Ricorda sempre di mantenere alta l’attenzione del tuo interlocutore per evitare che si annoi e ciò possa ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo finale: risolvere il problema dei mancati pagamenti.

Una comunicazione chiara e concisa favorirà notevolmente la conclusione di una trattativa con successo.

Un consiglio importante: essere sintetici nella comunicazione non significa saltare le spiegazioni.

Invece, fai parlare a lungo il debitore dopo la tua prima presentazione, entro i primi 5 minuti.

Se hai molte informazioni sulla controparte, avrai più potere durante la trattativa.

Prendi nota di tutto ciò che sai e vedrai come sarà più facile negoziare per il recupero dei tuoi crediti.

La Comunicazione “completa”

Una comunicazione completa è fondamentale per gestire una situazione di debito.

Non assumere mai che il tuo interlocutore sappia già del mancato pagamento, soprattutto se stai trattando con grandi aziende con numerosi dipendenti e diversi settori.

Assicurati di fornire al debitore tutte le informazioni necessarie per comprendere appieno la situazione debitoria.

Questo è particolarmente importante quando si tratta di grandi società o PMI italiane con un numero significativo di dipendenti.

Comunicare in modo completo ed efficace aiuterà a risolvere la situazione in modo rapido e positivo per entrambe le parti.

Comunicare in modo efficace con la parte debitrice è fondamentale per avere canali privilegiati e negoziare in modo più efficiente e veloce.

Durante la presentazione iniziale, le informazioni più importanti da fornire alla controparte includono il contratto dal quale derivano i crediti.

Inoltre, è essenziale che il debitore sia consapevole delle origini del debito, dell’importo insoluto e della data di scadenza dell’obbligazione.

Con una comunicazione precisa e completa, la tua pretesa sarà vista come legittima dalla controparte.

Negoziazione: le parole da utilizzare

Quando si tratta di negoziare con un cliente o un debitore, le parole che scegli di usare possono fare la differenza nella tua comunicazione.

Alcune parole sono più efficaci di altre e possono influire sull’atteggiamento e le reazioni della persona con cui stai trattando.

Ad esempio, parlare di “insolvenza” o “debito”, invece di “piccoli problemi”, può avere un impatto diverso sul tuo interlocutore.

Quindi, è importante essere consapevoli delle parole che si utilizzano durante la trattativa e come usare il loro potere evocativo a tuo vantaggio per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Quando si comunica con un debitore, è importante mantenere il focus sullo scopo principale: recuperare il credito.

Questo potrebbe sembrare ovvio per gli imprenditori individuali, ma può essere un buon promemoria anche per coloro che lavorano in società specializzate nel recupero crediti e cercano di instaurare un clima di fiducia con i debitori.

Durante la conversazione, è facile dimenticare l’obiettivo principale, quindi assicurati di rimanere concentrato e di esprimere ogni frase orientata verso il recupero del credito.

Quando si tratta di negoziare per il recupero delle tasse, è importante pianificare ogni dettaglio e evitare la spontaneità.

Le emozioni possono essere un ostacolo durante una trattativa, quindi è meglio organizzare ogni fase del contatto con il debitore per raggiungere il tuo obiettivo finale.

Non improvvisare e non lasciarti guidare dai pensieri del momento, ma segui una strategia ben definita che ti aiuterà a raggiungere il tuo obiettivo.

Segui alcune regole per orientare la comunicazione verso piccoli obiettivi intermedi che, alla fine, porteranno al tuo obiettivo finale: ottenere il pagamento dei tuoi crediti insoluti.

Negoziazione: consigli per comunicare in modo efficace

Ecco tre consigli utili per comunicare in modo efficace con un debitore.

Prima di tutto, è importante ascoltare attentamente ciò che l’altra persona ha da dire.

Ciò ti permetterà di raccogliere informazioni importanti da utilizzare durante le trattative per il recupero del debito.

Inoltre, è essenziale adattare la tua comunicazione in base alla persona che hai di fronte.

Un imprenditore polemico può essere gestito in modo diverso rispetto a una persona che riconosce di avere un debito e chiede del tempo per pagarlo.

Infine, scegliere il tono giusto è fondamentale.

Le parole possono non essere efficaci se non sono accompagnate dal tono appropriato.

Ad esempio, anche se dici “stai calmo”, ma sei agitato, le tue parole potrebbero non avere alcun effetto sulla persona con cui stai parlando.

Quando si tratta di negoziare il recupero di un pagamento, è essenziale scegliere le parole giuste.

Devono essere mirate e decise per ottenere risultati positivi.

Se desideri che il tuo debitore paghi ciò che deve, devi utilizzare le parole giuste per mostrare loro la serietà della situazione e l’importanza di saldare il debito.

Evita l’utilizzo di un linguaggio troppo tecnico o giuridico che potrebbe confondere il debitore.

L’ascolto durante la trattativa

L’ascolto è essenziale quando si tratta di recupero crediti.

Raccogliere informazioni accurate dalla controparte può essere molto utile per il successo della tua attività.

Ti consigliamo quindi di prendere appunti durante le conversazioni con i debitori, in modo da poter scoprire eventuali bugie che potrebbero essere raccontate sotto pressione.

Spesso, quando viene messo sotto pressione, il debitore può dire cose false o contraddittorie.

Prendere nota delle loro risposte ti aiuterà a smascherare queste bugie e ad avere una negoziazione più efficace.

Controllo delle emozioni

Ricorda sempre di rimanere calmo e organizzato durante la trattativa, prendendo nota dei dettagli importanti su un foglio o sul tuo computer.

Questa abitudine ti aiuterà a gestire meglio la negoziazione e ti farà ottenere risultati positivi per la tua azienda.

Quando si affrontano le negoziazioni, è importante adattare la propria comunicazione al tipo di persona con cui si sta trattando.

Se il tuo interlocutore è aggressivo, cerca di mantenere la calma e non farti intimidire dalle sue parole.

Al contrario, se l’altra parte chiede di coinvolgere un avvocato nella trattativa, non preoccuparti troppo poiché è una situazione comune quando si tratta di creditori molto aggressivi.

Tieni presente che questo potrebbe complicare leggermente la negoziazione ma non devi lasciarlo diventare un fattore determinante.

Con una comunicazione calma e sicura, sarai in grado di gestire ogni situazione con successo.

Supporto legale nella Negoziazione

Se hai difficoltà a gestire una trattativa difficile e non riesci a raggiungere un accordo, potresti coinvolgere un avvocato.

Non è saggio perdere la calma o la lucidità in questo tipo di situazione.

Lascia che un professionista affronti il problema per te.

Se l’altra parte diventa troppo aggressiva o non mostra alcuna volontà di risolvere la questione, è meglio interrompere le trattative e rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto del recupero crediti.

Sarà in grado di gestire la situazione nel modo migliore per te.


Conclusione

Scegli parole semplici e facili da capire per essere sicuro che il tuo messaggio sia trasmesso correttamente.

Quando si tratta di trattare con i debitori, è importante essere professionali e rispettosi.

Anche se la controparte può mostrarsi ostile o aggressiva, bisogna mantenere la calma per non farsi coinvolgere emotivamente.

Ricorda che il tuo obiettivo principale è ottenere il pagamento del debito e un approccio adeguato può farti raggiungere risultati positivi.

Negoziazione - 3 consigli per comunicare in modo efficace


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Autore

Tino Crisafulli

Avvocato • Legal Advisor | Founder di Recupero Legale.

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