Come pagare meno tasse sui crediti insoluti: le domande frequenti

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Come pagare meno tasse: introduzione

In questa nuova guida ti spiegherò come pagare meno tasse grazie alla “deducibilità delle perdite sui crediti”.

Questo istituto è disciplinato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e spesso viene definito con il termine “defiscalizzazione“.

La defiscalizzazione è uno strumento che ti permette di alleggerire il carico fiscale dello Stato, detraendo l’incidenza di un’imposta dall’importo del tuo credito prescritto o irrecuperabile.

In sostanza puoi pagare meno tasse dimostrando l’impossibilità di recuperare il tuo credito.

Tuttavia la defiscalizzazione non è per tutti.

Solo le società o le imprese che redigono annualmente un bilancio contabile hanno la possibilità di ottenere la defiscalizzazione.

Prima di proseguire voglio fornirti alcune informazioni preliminari.

Come pagare meno tasse: quando si può sfruttare la defiscalizzazione

La defiscalizzazione si può sfruttare quando l’attività di recupero è stata “infruttuosa” e che il credito risulta “inesigibile” secondo i parametri previsti dal TUIR.

Per pagare meno tasse dovrai chiedere il supporto dei seguenti professionisti:

  • un avvocato (che si è occupato dell’attività di recupero): tale professionista potrà fornirti la prova che l’azione legale contro il debitore è stata infruttuosa;
  • un consulente fiscale (o commercialista): tale professionista potrà svolgere tutti gli adempimenti necessari per pagare meno tasse dopo l’accertamento dell’insolvenza definitiva.

La recente giurisprudenza e le ultime sentenze della Corte di Cassazione confermano che la deducibilità delle perdite su crediti richiede elementi probatori non contestabili.

In particolare, l’anno di deduzione deve coincidere con quello in cui il credito è diventato definitivamente inesigibile.

Come pagare meno tasse: la documentazione

Molti imprenditori si rivolgono al nostro studio legale per capire come pagare meno tasse.

Uno dei suggerimenti più importanti che posso fornirti è quello di custodire la documentazione legale che dimostra:

Infatti per ottenere i benefici fiscali previsti dalla legge le prove documentali costituiscono l’elemento centrale in caso di eventuale accertamento dell’autorità tributaria.

Devi sapere che la differenza tra un credito “temporaneamente in ritardo” e un credito “inesigibile definitivamente”, è spesso determinata da elementi formali.

Le ultime sentenze della giurisprudenza tributaria ha spesso censurato operazioni di deducibilità, che erano sprovviste dei presupposti previsti dalla legge.

Di conseguenza dedurre impropriamente le imposte da un credito, rischia di generare contestazioni future.

Dopo queste doverose premesse, in questa guida risponderò alle domande più frequenti su come pagare meno tasse.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.

Come pagare meno tasse: presupposti

Il primo presupposto per ottenere la defiscalizzazione è che il tuo credito sia inesigibile.

Rientrano in questa categoria dei casi espressamente previsti dalla legge.

I più importanti sono:

  • crediti di basso importo;
  • debitore sottoposto al fallimento;
  • debitore pluriprotestato (o nullatenente);
  • irreperibilità del debitore;
  • credito prescritto.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.

Come pagare meno tasse: come provare l’inesigibilità

In seguito per sfruttare la defiscalizzazione dovrai provare l’inesigibilità del tuo credito.

In particolare ti consiglio di custodire:

  • tutte le raccomandate o intimazioni di pagamento che hai spedito al debitore e che sono state restituite al mittente per irreperibilità del destinatario;
  • la documentazione che dimostra l’esito negativo delle procedure di recupero;
  • la documentazione che dimostra che il debitore è pluriprotestato.

Infine devi ottenere una “dichiarazione di irrecuperabilità”.

In sostanza dovrai farti rilasciare da uno studio legale o anche da una società di recupero crediti un documento in cui si indicano tutte le attività svolte infruttuosamente per il recupero del tuo credito.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.


Come pagare meno tasse: domande frequenti

Come pagare meno tasse - domande frequenti

Negli ultimi anni numerosi imprenditori si sono rivolti al nostro studio legale per capire come pagare meno tasse in modo legale e conforme alla normativa fiscale vigente.

Le domande che troverai in questa sezione rappresentano i quesiti più frequenti che abbiamo raccolto da aziende che operano in diversi settori produttivi e commerciali.

La defiscalizzazione è uno strumento poco conosciuto ma estremamente efficace per alleggerire il peso delle imposte sulla tua impresa.

Le risposte che troverai sono frutto dell’analisi di numerosi di casi concreti e dell’aggiornamento costante sulla giurisprudenza tributaria più recente.

Ricorda che la defiscalizzazione non è un’opportunità per tutti i contribuenti ma è riservata solo ad alcuni soggetti.

Per questo motivo è fondamentale verificare preliminarmente se la tua azienda possiede i requisiti necessari per accedere a questo beneficio fiscale.

Quando si può considerare un credito definitivamente inesigibile, e quindi portarlo in perdita?

Il TUIR stabilisce che il credito si considera definitivamente inesigibile in presenza di specifiche condizioni.

In particolare i casi più frequenti sono:

  • quando il debitore è dichiarato fallito o è sottoposto a una procedura concorsuale o altra procedura prevista dal Codice della Crisi di Impresa e Insolvenza;
  • quando il credito è di modesto importo e l’attività di recupero è troppo dispendiosa;
  • se esiste un decreto che accerta lo stato di fuga, di latitanza o di irreperibilità del debitore;
  • in caso di cessione del credito che comporta il trasferimento del diritto verso altro soggetto.

In tutti i casi è necessario custodire le prove dell’inesigibilità al fine di prevenire eventuali contestazioni da parte dell’autorità fiscale.

Quali imprese possono utilizzare la defiscalizzazione dei crediti?

La defiscalizzazione non può essere sfruttata da tutti i contribuenti.

Tale strumento è riservato alle aziende che redigono bilancio contabile annuale.

In passato l’adempimento di redigere il bilancio era riservato alle società di capitali (es. società a responsabilità limitata; società per azioni), con esclusione delle società di persone (es. società in nome collettivo; società in accomandita semplice).

Tuttavia, la nuova Direttiva UE 2025/25/UE, del 19 dicembre 2024, ha introdotto l’obbligo di redigere e depositare il bilancio presso il Registro delle Imprese anche per le società di persone.

Tale provvedimento normativo dovrà essere recepito dal nostro ordinamento entro il 31 luglio 2027.

Di conseguenza le misure indicate nella Direttiva UE 2025/25/UE (paragrafo 1) inizieranno a decorrere negli stati membri dell’Unione dal 31 luglio 2028.

Questo significa che anche le società di persone (snc e sas) potranno sfruttare lo strumento della defiscalizzazione.

I liberi professionisti e le persone fisiche che non redigono bilancio annuale non possono utilizzare la deducibilità delle perdite su crediti.

Se il credito è di modesta entità: quali sono le soglie, i limiti e le condizioni per poter dedurre la perdita senza ulteriori oneri probatori?

La normativa fiscale italiana (art. 101 del TUIR) prevede un regime agevolato per la deducibilità delle perdite relative a crediti di modesta entità.

In questo modo le imprese possono dedurre fiscalmente tali perdite in presenza di determinate condizioni.

Il concetto di “modesta entità” varia in base alla dimensione dell’impresa creditrice:

  • imprese minori: il limite è fissato a 2.500 euro per singolo credito;
  • imprese maggiori: il limite è fissato a 5.000 euro per singolo credito.

Questi importi rappresentano la soglia massima entro la quale un credito può essere considerato di modesta entità.

Per poter dedurre la perdita su un credito di modesta entità, è necessario che la posizione creditoria risulti scaduta da almeno 6 mesi.

Questo termine decorre dalla data di scadenza dell’obbligazione di pagamento e rappresenta un requisito essenziale per l’applicazione della norma agevolativa.

Cosa succede se dopo aver svalutato un credito come inesigibile lo incasso successivamente (in tutto o in parte)?

Questa situazione è stata molto discussa in contesti internazionali sui “bad debts” (“debiti cattivi” che si ritiene non verranno mai riscossi).

Tale scenario costringe il beneficiario della defiscalizzazione a ribaltare la precedente svalutazione attraverso una specifica operazione contabile.

In sostanza bisognerà qualificare il nuovo incasso come “sopravvenienza attiva” al fine di comunicare all’autorità fiscale il mutamento delle condizioni economiche.

Di conseguenza, la “deduzione” non potrà essere considerata definitiva finché non si è certi che il credito non sarà recuperato.

Per questo motivo la prova di inesigibilità deve essere rigorosa e definitiva, al fine di scongiurare il rischio di sanzione dall’Agenzia delle Entrate.

Come gestire la documentazione per ridurre il rischio di contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Il primo passo per sfruttare la defiscalizzazione è quello di richiedere il parere di uno studio legale specializzato in credit management o una società di recupero crediti.

Infatti nel caso di accertata insolvenza, lo studio legale o la società di recupero potranno predisporre una “relazione di inesigibilità”.

Tale documento può contenere l’elencazione delle attività svolte per recuperare il credito insoluto e il parere finale sulla reversibilità della situazione debitoria.

Analogamente è necessario conservare:

Ricorda che la superiore documentazione deve essere custodita in modo scrupoloso (anche in forma digitale) in modo da renderla disponibile per eventuali verifiche.

Tali documenti possono essere utilizzati dal creditore per dimostrare all’Agenzia delle Entrante che il credito è divenuto irrecuperabile e che pertanto la deducibilità è stata applicata in modo corretto.


Conclusione

La defiscalizzazione rappresenta un’opportunità concreta per ridurre il carico fiscale della tua impresa.

Tuttavia questo strumento richiede il rispetto di requisiti specifici previsti dal TUIR e dalla normativa tributaria vigente.

Se hai maturato crediti irrecuperabili o inesigibili ti consiglio di chiedere supporto al tuo consulente fiscale per sfruttare correttamente la deducibilità delle perdite sui crediti.

Ricorda che per pagare meno tasse in modo legale è fondamentale raccogliere la documentazione che attesti l’inesigibilità definitiva del credito.

Nei casi più complessi, o in quelli in cui le tue prove sono carenti, ti consiglio di rivolgerti a uno studio legale specializzato in credit management.

In questo modo potrai proteggere la tua posizione giuridica e scongiurare il rischio di sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Se hai bisogno di chiarimenti, non esitare a contattarci.

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Autore

Teresa Rossi

Avvocato • Credit Advisor | Founder di Recupero Legale.

Specializzata in: Crediti • Immobiliare • Due Diligence.

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Siamo apparsi su: Il Sole 24 Ore, Rai Radio 1, Il Foglio Quotidiano, Libero Quotidiano (e molti altri).

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