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Il recupero giudiziale e le sue fasi: consigli per evitare errori

Recupero giudiziale - copertina

Recupero giudiziale: introduzione

In questo articolo ti spiegherò quali sono le tre fasi principali del recupero giudiziale.

Quando l’attività stragiudiziale non va a buon fine, l’unico modo per incassare il tuo credito insoluto è quello di rivolgerti all’autorità giudiziaria.

Tuttavia il percorso giudiziale è composto da alcune fasi progressive che sono finalizzate a specifici obiettivi.

In questa guida ti fornirò una descrizione completa e comprensibile della fase giudiziale, che ti aiuterà ad affrontare la controversia con il debitore in modo consapevole.

Molti clienti del nostro studio legale sono timorosi quando ascoltano le parole “tribunale”, “magistrato” o “contenzioso”.

Litigare con qualcuno davanti a un giudice non è mai piacevole.

Non preoccuparti, capisco benissimo cosa si prova ad affrontare una controversia giudiziale.

La prima controversia non si dimentica mai (soprattutto quando devi recuperare un credito).

Ma non temere, grazie a questo articolo scoprirai quali azioni compiere e quali errori evitare durante il giudizio.

Prima di proseguire voglio fornirti alcune informazioni preliminari.

Recupero giudiziale: definizione

Il recupero giudiziale rappresenta l’insieme delle azioni legali che un creditore può intraprendere per ottenere il pagamento di un credito non soddisfatto.

Si tratta di una procedura formale che coinvolge l’autorità giudiziaria e che si rende necessaria quando il debitore non adempie spontaneamente ai suoi obblighi.

A differenza del recupero stragiudiziale, che si basa su solleciti e accordi tra le parti, il recupero giudiziale richiede l’intervento del tribunale.

Questa modalità di recupero è più complessa, più costosa e più lunga rispetto a quella stragiudiziale, ma offre strumenti più efficaci per ottenere quanto ti spetta.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.


Le tre fasi del recupero giudiziale

Recupero giudiziale - consigli

Il recupero giudiziale si articola principalmente in tre fasi.

Vediamole una per una, così da comprendere esattamente cosa ti aspetta in questo percorso.

Prima fase: la creazione del titolo esecutivo

La prima fase è quella della creazione del titolo esecutivo.

Per recuperare il tuo credito in via giudiziale occorre possedere un titolo esecutivo.

Ma cosa significa esattamente “titolo esecutivo”?

Il titolo esecutivo è un documento che:

  • attesta in modo certo e incontestabile l’esistenza del tuo credito;
  • ti consente di procedere con l’esecuzione forzata nei confronti del debitore.

Senza questo documento, non potrai avviare nessuna procedura esecutiva.

I titoli esecutivi che ti permettono di passare alla fase successiva del recupero giudiziale sono:

Il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo è probabilmente lo strumento più utilizzato per il recupero dei crediti.

Si tratta di un provvedimento che il giudice emette su richiesta del creditore, ordinando al debitore di pagare una somma di denaro.

La particolarità del decreto ingiuntivo è che viene emesso senza che il debitore venga ascoltato, sulla base della sola documentazione presentata dal creditore.

Il debitore potrà opporsi al decreto ingiuntivo entro quaranta giorni dalla notifica, ma se non lo fa, il decreto diventa definitivo ed esecutivo.

Anche se il debitore si oppone, il creditore può chiedere che il decreto sia dichiarato provvisoriamente esecutivo, permettendo così di procedere immediatamente alla fase esecutiva.

La sentenza

La sentenza rappresenta un altro tipo di titolo esecutivo.

Quando un giudice emette una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, questa diventa automaticamente esecutiva.

La sentenza è il risultato di un processo ordinario, quindi più lungo e articolato rispetto al procedimento per decreto ingiuntivo.

Tuttavia, le sentenze hanno la stessa efficacia esecutiva e permettono di passare alle fasi successive del recupero giudiziale.

I titoli di credito

Infine, alcuni titoli di credito come le cambiali o gli assegni sono già di per sé titoli esecutivi.

Questo significa che se possiedi una cambiale o un assegno non pagato, puoi procedere direttamente all’esecuzione forzata senza dover passare per un giudizio.

Naturalmente, il titolo deve essere regolare e deve rispettare tutti i requisiti previsti dalla legge.

Seconda fase: la notifica del precetto

La fase due del recupero giudiziale è quella del precetto.

Infatti, una volta che avrai ottenuto un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo; sentenza), dovrai procedere alla notifica dell’atto di precetto.

Ma cos’è esattamente il precetto?

Il precetto è un atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere entro dieci giorni al pagamento di quanto dovuto.

Si tratta di un ultimatum legale che rappresenta l’ultimo avvertimento prima di procedere con l’esecuzione forzata.

La notifica dell’atto di precetto è un passaggio indispensabile prima di avviare la terza e ultima fase del recupero giudiziale.

Non puoi saltare questo passaggio: senza la notifica del precetto, qualsiasi azione esecutiva successiva sarebbe nulla.

Il precetto deve contenere alcune informazioni obbligatorie, come:

  • l’indicazione del titolo esecutivo su cui si basa;
  • l’ammontare preciso del credito;
  • l’intimazione a pagare entro un termine non minore di dieci giorni.

Inoltre, il creditore deve avvertire il debitore che, in mancanza di pagamento, si procederà all’esecuzione forzata.

Dopo la notifica del precetto, devi attendere almeno dieci giorni prima di procedere con il pignoramento.

Questo termine è previsto dalla legge per dare al debitore un’ultima possibilità di pagare spontaneamente.

Se trascorsi i dieci giorni il debitore non ha ancora rispettato l’obbligazione di pagamento, potrai finalmente procedere con la fase esecutiva.

Terza fase: il pignoramento

La terza e ultima fase è appunto la notifica dell’atto di pignoramento.

Il pignoramento è l’atto con cui vengono individuati e “bloccati” i beni del debitore per destinarli alla soddisfazione del credito.

Si tratta della fase più concreta del recupero giudiziale, quella in cui finalmente si passa all’espropriazione e al successivo incasso per il creditore.

Il nostro ordinamento giuridico prevede tre principali forme di pignoramento:

Vediamo queste procedure nel dettaglio.

Il pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è la forma più comune e più veloce di esecuzione forzata.

Consiste nel bloccare le somme di denaro che terzi soggetti devono al debitore o che detengono per conto del debitore.

Gli esempi più frequenti sono il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro o il pignoramento del conto corrente presso la banca.

In questi casi, il creditore notifica l’atto di pignoramento sia al debitore sia al terzo che detiene le somme.

Il terzo è obbligato a:

  • dichiarare quanto deve al debitore;
  • non versare le somme (che spettano al debitore) direttamente al debitore;
  • trattenere le somme in favore del creditore (il successivo incasso sarà ordinato dal giudice).

Il pignoramento presso terzi è particolarmente efficace perché permette di aggredire direttamente i redditi periodici del debitore.

Tuttavia, esistono dei limiti: lo stipendio può essere pignorato solo in parte, mentre alcune somme sono del tutto impignorabili, come: la pensione minima o le indennità per invalidità.

Il pignoramento mobiliare

Il pignoramento mobiliare riguarda i beni mobili del debitore e precisamente:

  • autoveicoli;
  • motoveicoli;
  • gioielli;
  • opere d’arte;
  • macchinari aziendali;
  • qualsiasi altro bene mobile di valore.

Tale procedura esecutiva i esegue mediante un ufficiale giudiziario.

Quest’ultimo si reca presso l’abitazione o la sede aziendale del debitore per individuare i beni da pignorare.

In seguito i beni vengono messi all’asta e il ricavato della vendita viene utilizzato per soddisfare il credito.

Il pignoramento mobiliare è lo strumento giudiziale meno utilizzato, rispetto al pignoramento presso terzi, perché spesso i beni mobili hanno un valore limitato o sono difficili da vendere a terzi.

Inoltre, alcuni beni sono impignorabili per legge, come i mobili strettamente necessari per la vita quotidiana del debitore e della sua famiglia.

Il pignoramento immobiliare

Il pignoramento immobiliare è la forma più complessa di esecuzione forzata.

Tale procedura consiste nel bloccare un immobile di proprietà del debitore per poi metterlo all’asta e soddisfare il credito con il ricavato della vendita.

Questa procedura può rivelarsi particolarmente lunga e costosa.

Infatti dalla notifica dell’atto di pignoramento alla vendita effettiva dell’immobile possono trascorrere anche diversi anni.

Per questo motivo, il pignoramento immobiliare viene utilizzato principalmente per crediti di importo elevato, dove il valore dell’immobile giustifica i costi e i tempi della procedura.

Anche in questo caso esistono delle tutele per il debitore.

Quanto costa il recupero giudiziale

Una domanda che sicuramente ti starai ponendo è quanto costa lo svolgimento di tutte le attività giudiziali.

Il recupero giudiziale comporta diversi costi che devi considerare attentamente prima di avviare la procedura.

In particolare dovrai sostenere:

  • le spese legali per l’avvocato (che variano in base alla complessità dell’incarico e all’importo del credito);
  • le spese di giustizia (es. contributi unificati da pagare per il deposito degli atti in tribunale);
  • le spese per la notifica degli atti tramite ufficiale giudiziario.

Inoltre, in caso di esecuzione immobiliare, potrebbe essere necessario pagare i compensi del custode dei beni pignorati e di eventuali altri professionisti coinvolti.

In generale, prima di procedere in questa direzione, ti conviene effettuare una previsione dei costi e delle probabilità di incasso.

La buona notizia è che, se avrai successo, queste spese verranno addebitate al debitore e saranno recuperate insieme al credito principale.

Quanto dura il recupero giudiziale

Anche i tempi del recupero giudiziale sono un aspetto importante da considerare.

Ottenere un decreto ingiuntivo non opposto può richiedere alcuni mesi.

Se invece il debitore si oppone, i tempi si allungano notevolmente e possono servire anche due o tre anni per arrivare a una sentenza definitiva.

Una volta ottenuto il titolo esecutivo, la notifica del precetto è un adempimento che richiede pochi giorni.

Il pignoramento presso terzi può dare risultati abbastanza rapidi, soprattutto se riesci a individuare beni (es. conto corrente o uno stipendio) che sono “capienti” per soddisfare il tuo credito.

Il pignoramento immobiliare, invece, è notoriamente più lento.

Dalla notifica dell’atto di pignoramento alla vendita dell’immobile possono trascorrere dai tre ai cinque anni, se non di più.

Quando conviene il recupero giudiziale

A questo punto ti starai chiedendo se conviene davvero intraprendere il recupero giudiziale.

La risposta dipende da diversi fattori.

Innanzitutto, devi valutare l’importo del credito: per crediti molto piccoli, i costi e i tempi del recupero giudiziale potrebbero non giustificare l’azione.

In secondo luogo, devi considerare la solvibilità del debitore: se il debitore non ha beni aggredibili né redditi pignorabili, anche ottenere un titolo esecutivo potrebbe rivelarsi inutile.

Infine, devi valutare se ci sono alternative più economiche e veloci, come il recupero stragiudiziale o la mediazione.


Conclusione

Il recupero giudiziale è uno strumento potente per ottenere il pagamento dei tuoi crediti.

Tuttavia lo svolgimento di tutte le attività processuali richiede un investimento economico iniziale.

In alcuni casi tale percorso giudiziario può essere l’unica mezzo per ottenere il pagamento del debitore quando le altre strategie si sono rivelate inefficaci.

Ricorda sempre che la chiave del successo è una valutazione preliminare della controversia prima di avviare eventuali azioni legali.

Per questo motivo ti consiglio di chiedere il supporto di uno studio legale specializzato in credit management al fine di analizzare il tuo caso specifico e scegliere la strategia migliore.

Se hai domande o dubbi, non esitare a contattarci.

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Autore

Tino Crisafulli

Avvocato • Legal Advisor | Founder di Recupero Legale.

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