Prestito Personale tra amici o familiari

Come recuperare un credito derivante da prestito personale

Hai concesso un prestito personale a un amico o a un familiare e adesso la restituzione tarda ad arrivare?

So bene quanto possa essere complicato gestire una situazione del genere.

Non hai ancora ricevuto il pagamento e non sai come comportarti.

Inoltre questa situazione può persino compromettere un rapporto personale importante.

In questo articolo ti suggerirò le regole da seguire per recuperare un credito fondato su prestito personale e ti spiegherò come affrontare al meglio i problemi più delicati.

Preparati a scoprire tutti i segreti per gestire questa situazione.

Iniziamo subito.

Definizione di prestito personale

Il prestito personale è una pratica comune tra amici o familiari che coinvolge la concessione di denaro senza l’intermediazione di istituti finanziari.

In altre parole, si tratta di un accordo informale in cui una persona presta del denaro a un’altra persona, solitamente per scopi personali.

Questo tipo di prestito (disciplinato dall’articolo 1813 del codice civile) non deve essere confuso con i prestiti bancari o finanziari regolamentati da leggi specifiche.

Nel caso del prestito personale, le condizioni e i termini sono stabiliti direttamente tra le parti coinvolte, spesso verbalmente o tramite scrittura privata.

È importante tenere presente che il prestito personale può generare conflitti all’interno dei rapporti interpersonali se non vengono chiariti preventivamente gli accordi e le modalità di rimborso.

Pertanto, è consigliabile definire chiaramente tutti gli aspetti dell’accordo prima di procedere con il trasferimento del denaro.

Le regole da seguire per recuperare un prestito personale

Recuperare un prestito personale da un amico o familiare può essere complicato, ma è importante seguire alcune regole per gestire la situazione nel modo migliore.

Innanzitutto, cerca di mantenere sempre una comunicazione chiara e trasparente con il debitore.

Spiega il tuo punto di vista per trovare una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti.

Una regola fondamentale è quella di monitorare sul calendario (anche tramite applicazioni online) la data di scadenza per la restituzione del prestito.

Se la controparte ha problemi a restituire l’importo pattuito, richiedi di formulare un’offerta formale in cui siano indicate le nuove modalità di pagamento.

E’ importante che la negoziazione tra le parti possa essere provata da documenti scritti.

In questo modo avrai delle prove tangibili nel caso in cui dovessero sorgere controversie future riguardanti il recupero del credito.

Le prove documentali da custodire

Quando si tratta di un prestito personale tra amici o familiari, è importante tenere traccia di tutte le prove documentali relative alla transazione.

Questi documenti possono essere fondamentali nel caso in cui si verifichi una controversia o se sia necessario recuperare il credito.

Una delle prime cose da fare è conservare eventuali ricevute di pagamento che dimostrino l’avvenuto versamento dei soldi prestati.

Le ricevute devono contenere informazioni come la data di accredito e l’eventuale firma della persona che ha effettuato il bonifico.

Ti consiglio di conservare tutti i messaggi, le email o qualsiasi altro tipo di comunicazione che dimostri l’accordo tra te e il debitore.

Queste prove scritte possono essere utilizzate per dimostrare le condizioni pattuite e le tempistiche concordate.

Inoltre, è importante conservare eventuali documenti firmati dalle parti coinvolte che attestino l’accordo sul prestito personale, come ad esempio un contratto o una scrittura privata.

In questo modo sarà possibile provare l’esistenza della transazione comprensiva di tutti i dettagli concordati tra le parti.

Contratto o scrittura privata: le differenze per il prestito personale

Quando si tratta di prestiti personali tra amici o familiari, è essenziale definire le modalità e i termini del prestito in modo chiaro sin dall’inizio.

In questo contesto, la scelta tra un contratto ufficiale e una semplice scrittura privata può fare la differenza.

Un contratto formale per un prestito personale include dettagli specifici come l’importo prestato, il tasso di interesse (se applicabile), il piano di rimborso e le eventuali garanzie richieste.

Questa documentazione ufficiale offre maggiore protezione legale a entrambe le parti coinvolte nel prestito.

D’altra parte, una scrittura privata è meno formale ma comunque importante per definire formalmente gli accordi presi tra amici o parenti riguardanti il prestito.

Anche se potrebbe non avere lo stesso peso legale di un contratto o atto notarile, una scrittura privata può essere utile in caso di eventuali controversie.

Indipendentemente dalla forma prescelta, è fondamentale che la scrittura privata sia redatta con cura e precisione per evitare malintesi o fraintendimenti.

La chiarezza nei dettagli è essenziale per garantire che entrambe le parti rispettino gli accordi stabiliti.

Cosa dice la Cassazione

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass. n. 8829/2023), la prova di esistenza di un contratto di prestito personale può essere fornita non solo attraverso la presentazione del documento contrattuale.

Infatti il creditore potrà esibire in giudizio prova che dimostrino la presenza di elementi circostanziali come:

  • l’indicazione della causale dei bonifici (effettuati dal creditore verso il debitore);
  • l’assenza di risposte alle richieste di pagamento fuori dal processo.

Inoltre, secondo la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 4232/2023), nel contratto di prestito personale esistono alcune caratteristiche peculiari:

  • il pagamento delle rate non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell’ultima rata;
  • la prescrizione del diritto al rimborso della somma prestata inizia a decorrere dalla data di scadenza dell’ultima rata;
  • la prescrizione quinquennale disciplinata dall’articolo 2948 del codice civile non si applica agli interessi stabiliti nel piano di ammortamento (ove concordato tra le parti).

Come avviare una trattativa stragiudiziale

Una trattativa stragiudiziale è un passo essenziale nel tentativo di recuperare un prestito personale da amici o familiari.

Ricorda che la comunicazione assertiva è fondamentale per raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti coinvolte.

Avviare un contenzioso giudiziale non sempre è la strada più efficace per recuperare un credito insoluto.

Prima di avviare un contenzioso è necessario analizzare la situazione debitoria della controparte e quantificare le spese da sostenere.


Conclusione

Per recuperare un credito derivante da un prestito personale senza compromettere i rapporti con la controparte, è fondamentale adottare una strategia risolutiva e diplomatica.

Innanzitutto, è consigliabile instaurare un dialogo aperto e costruttivo con il debitore, cercando di raggiungere un accordo amichevole che possa soddisfare entrambe le parti.

Nel caso in cui non fosse possibile trovare una soluzione e si rendesse necessario intraprendere azioni legali, è importante valutare quantificare le spese legali da sostenere per evitare costi eccessivi.

Ti consiglio di consultare preventivamente un professionista del settore per quantificare in modo accurato i costi ed evitare che l’attività di recupero risulti antieconomica.

Prestito Personale tra amici o familiari - consigli


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Mediazione Civile - motivi - copertina

Mediazione Civile: come avviarla per il recupero di un credito

Nel settore del recupero crediti, la mediazione civile costituisce uno strumento alternativo e vantaggioso rispetto alle tradizionali procedure giudiziarie

La mediazione civile si presenta come un mezzo flessibile e informale che consente alle parti di trovare delle soluzioni su misura in base alle proprie necessità.

La presenza di un mediatore facilita il dialogo tra le parti in conflitto, incoraggiando la collaborazione e la ricerca di soluzioni condivise al di fuori delle aule di Tribunale.

La Mediazione Civile: definizione

La mediazione civile è un processo extragiudiziale volto a risolvere controversie tra le parti coinvolte, con l’assistenza di un mediatore neutrale e imparziale.

L’istituto giuridico della mediazione civile è stato introdotto per alleggerire il carico di lavoro dei tribunali e favorire la definizione stragiudiziale dei contenziosi.

In alcuni casi la mediazione è obbligatoria: la legge, infatti, prevede che in certe materie (quelle considerate più “litigiose”) la parte che intende promuovere una causa civile ha l’obbligo di avviare la mediazione prima dell’instaurazione del contenzioso.

Se hai intenzione di rivolgerti ad un giudice per definire una controversia ricorda che dovrai avviare obbligatoriamente la mediazione nella seguenti materie:

  • condominio;
  • diritti reali;
  • divisione;
  • successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione;
  • comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti;
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;
  • risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.
  • associazione in partecipazione.
  • franchising;
  • opera;
  • rete;
  • somministrazione;
  • società di persone;
  • subfornitura.

Strumento poco utilizzato

Dopo la sua introduzione (avvenuta con il decreto legislativo n. 28/2010) la mediazione è uno strumento poco utilizzato.

Molti operatori del diritto hanno manifestato scetticismo su questo istituto, poiché ritenuto poco utile per ridurre il carico di contenziosi pendenti.

La conseguenza è che soltanto in pochi casi la mediazione è avviata come primo strumento di risoluzione alternativa delle controversie.

In effetti in alcune città d’Italia avviare una mediazione è un’attività molto fastidiosa, poiché richiede lo svolgimento di diversi adempimenti burocratici che mandano in tilt anche il più paziente degli avvocati.

In ogni caso la mediazione civile può rappresentare uno strumento alternativo di recupero e può permetterti di ricevere il pagamento in tempi più celeri rispetto ad una causa giudiziale.


I vantaggi della Mediazione Civile per il recupero di un credito

Mediazione Civile - i vantaggi

La mediazione civile si presenta come uno strumento di grande utilità nell’attività di recupero crediti.

Grazie a questo istituto le parti coinvolte possono negoziare in modo collaborativo, raggiungendo soluzioni su misura che tengano conto delle specifiche esigenze.

L’utilità della mediazione civile consiste nella sua capacità di offrire uno spazio equo e collaborativo in cui si possono cercare soluzioni condivise, riducendo notevolmente i tempi e i costi associati al processo di recupero.

L’istituto della mediazione civile consente di evitare i lunghi e onerosi percorsi giudiziali, promuovendo invece un dialogo costruttivo che favorisce l’attività di recupero del tuo credito.

Di seguito voglio suggerirti tre motivi per cui conviene avviare una mediazione civile per recuperare un credito.

1) Rafforza la tua posizione davanti al Giudice

Se vuoi recuperare un credito attraverso un’azione legale, e hai deciso di non avviare una mediazione volontaria, il Giudice potrebbe comunque richiederti di esperire il tentativo.

Capita molte volte che nel corso dei contenziosi civili il Giudice ordini alle parti di avviare una mediazione anche se il giudizio non ricade nelle materie obbligatorie.

Lo scopo della magistratura è quello di diminuire il numero di contenziosi pendenti, esortando così le parti a transigere la controversia in mediazione.

Se hai già promosso una mediazione civile prima di instaurare la causa, e la mediazione si è conclusa senza la comparizione della tua controparte, il Giudice potrebbe valutare positivamente il tuo comportamento.

In questo modo stai dimostrando che avevi voglia di transigere la controversia prima di avviare la causa, ma la mancata comparizione del debitore ti ha costretto a rivolgerti al Giudice.

In molti casi, se dimostrerai di aver tentato una mediazione alla quale il tuo avversario non si è presentato, le possibilità di vittoria nel giudizio potrebbero aumentare moltissimo.

2) I costi di avvio della Mediazione sono bassi

Se decidi di avviare una mediazione, devi sapere che le spese da versare in favore dell’Organismo sono piuttosto basse rispetto ai costi di una causa giudiziale.

Se il tuo credito è inferiore a 1.000,00 (mille) euro le spese di avvio ammontano ad 40,00 (quaranta) euro.

Se invece il tuo credito è superiore a 50.000,00 (cinquantamila) euro, o se il valore della controversia è indeterminato. le spese che dovrai versare ammontano ad 110.00,00 euro (come indicato dall’art. 32 del Regolamento Ministeriale n. 150/2023).

Se il debitore si presenterà al primo incontro e deciderà di proseguire la trattativa, dovrai versare un compenso all’Organismo in base all’esito del procedimento.

Se invece la controparte dovesse ignorare il tuo invito alla mediazione, allora non dovrai versare ulteriori somme oltre a quelle sostenute per l’avvio.

Se intendi promuovere un contenzioso cerca di capire se il Tribunale al quale ti rivolgerai è veloce nella trattazione della causa.

Nei fori meno virtuosi, nei quali i contenziosi durano più a lungo, avviare una mediazione può essere una scelta saggia.

Le spese di avvio sono basse e forse il tuo debitore potrebbe convincersi a sedersi al tavolo delle trattative.

3) I costi di registrazione dell’Accordo di Mediazione sono bassi

Se raggiungi un accordo con la controparte durante la mediazione, potrai beneficiare di un’importante agevolazione fiscale.

Infatti tutti i provvedimenti giudiziali di condanna (sentenze o decreti ingiuntivi) sono soggetti alla tassazione da parte dello Stato.

Tuttavia il provvedimento finale che definisce la mediazione (verbale di mediazione) ti permetterà di sfruttare una deroga molto vantaggiosa.

Il verbale contenente l’accordo di conciliazione è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 100.000,00 (centomila) euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.

Quando la mediazione si conclude senza l’accordo al primo incontro, le parti non sono tenute a corrispondere importi ulteriori (come prevede l’art. 17 del Decreto Legislativo n. 28/2010).

Diversamente se ottieni un provvedimento giudiziale di condanna, l’imposta che dovrai pagare sarà sicuramente più alta.

Un consiglio: prima di avviare una causa civile verifica se il Tribunale in cui devi presentare la domanda è veloce nella trattazione dei contenziosi.

Un sistema giudiziario celere è una garanzia di giustizia per i creditori insoddisfatti.

Tuttavia se il Tribunale è troppo lento nella definizione del procedimento, valuta seriamente di transigere prima la controversia.

La mediazione potrebbe essere uno strumento utile.


Conclusione

La mediazione civile è un mezzo efficace per recuperare un credito poiché offre molti vantaggi sia al creditore sia al debitore.

Attraverso la mediazione le parti potranno dialogare in modo costruttivo con l’aiuto di un Mediatore, al fine di raggiungere in tempi più celeri un accordo sul pagamento del credito insoluto.

Pertanto, la mediazione contribuisce a garantire rapidità ed efficienza all’attività di recupero crediti, e può ridurre i costi che dovresti sostenere se decidi di avviare un contenzioso giudiziario.

Mediazione Civile - i motivi per avviarla


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Fallimento società di capitali - copertina

Fallimento Società di Capitali: cosa fare e come conviene comportarsi

Il fallimento di una società di capitali è un evento complesso che può avere implicazioni significative per i creditori coinvolti.

Le società di capitali sono entità giuridiche create con lo scopo di condurre attività commerciali e possono assumere forme come le società per azioni (S.p.A.) o le società a responsabilità limitata (S.r.l.).

Le società di capitali si differenziano dalle società di persone, come le società in nome collettivo (S.n.c.) o le società in accomandita semplice (S.a.s.), in quanto il patrimonio delle società di capitali è distinto dal patrimonio dei soci (che possono essere sia persona fisiche sia persone giuridiche, ovvero altre società).

Infatti in caso di debiti contratti da una società di capitali, il creditore potrà procedere contro quest’ultima colpendo il patrimonio societario e non già il patrimonio dei singoli soci.

Questo principio si definisce “autonomia patrimoniale”.

Recuperare un credito da una società di capitali che è stata dichiara fallita può essere complesso, ma non è impossibile.

Nel corso della mia esperienza professionale sono riuscito a raggiungere dei risultati molto vantaggiosi da questa situazione delicata.

Per questo motivo voglio fornirti alcuni consigli da seguire se vuoi recuperare un credito da una società di capitali fallita o prossima al fallimento.

Iniziamo subito.

1) Analizza il Bilancio della Società

Per prima cosa ti suggerisco di analizzare il bilancio della Società.

Il bilancio è l’insieme dei documenti contabili che certifica lo stato patrimoniale e finanziario di un’impresa.

Il bilancio di esercizio è un documento pubblico che puoi scaricare dal Registro Imprese.

Attraverso l’esame del bilancio puoi scoprire a quanto ammonta l’importo dei debiti dell’impresa e se quest’ultima rischia il fallimento.

2) Verifica chi sono i Soci

Verifica chi sono i soci dell’impresa e come è diviso il capitale sociale.

Per completare questo accertamento ti consiglio di estrarre una visura camerale della società di capitali.

Identificare i soci dell’impresa ti consentirà di effettuare un’analisi molto dettagliata della tua controparte.

In questo modo potrai programmare la strategia di recupero più efficace e potrai verificare si ci sono i presupposti per promuovere un’azione legale nei confronti dei soci.

3) Ottieni maggiori informazioni sulle attività passate

Effettua degli accertamenti e cerca di ottenere tutte le informazioni sulle attività passate della società di capitali.

Per prima cosa puoi esaminare i debiti che sono presenti nel bilancio dell’impresa per capire da dove ha origine l’esposizione debitoria.

In seguito effettua un’indagine patrimoniale per capire quali sono i beni di proprietà della società di capitali.

In questo modo potrai accertare la consistenza del patrimonio della tua controparte e potrai verificare come comportarti per recuperare il tuo credito.

Se l’impresa possiede dei beni immobili, il recupero del tuo credito potrebbe essere più semplice.

Tuttavia prima di ipotizzare un possibile successo dovrai verificare il numero dei creditori della società di capitali in fallimento.

4) Richiedi assistenza legale per il Fallimento

Dopo aver accertato che la società di capitali è sottoposta a un fallimento, ti consiglio di richiedere assistenza a un avvocato specializzato in credit management.

In questo modo potrai conoscere tutte le informazioni sulla procedura concorsuale e potrai stimare un’eventuale data di incasso.

Infatti il tuo legale potrà contattare il Curatore Fallimentare per chiedere se è stato emesso lo “stato passivo” e per verificare se vi sono prospettive di recupero.

Lo “stato passivo” è un atto processuale, che viene emesso nel corso del giudizio e che include l’elenco di tutti i debiti che la società ha accumulato fino al momento del fallimento.

Dall’esame dello “stato passivo” potrai verificare l’ammontare dei debiti accumulati dalla società fallita e potrai stabilire l’ordine di priorità dei crediti.

5) Presenta la domanda di ammissione al passivo

Dopo aver verificato lo stato passivo, potrai presentare la domanda di ammissione nel corso del fallimento.

La domanda di ammissione (disciplinata dall’art. 93 della Legge Fallimentare) è un atto con cui il creditore comunica al tribunale l’entità del credito vantato nei confronti della società fallita e ne chiede l’inserimento nello stato passivo.

All’interno della domanda dovrai descrivere i fatti e gli elementi di diritto su cui si fonda il tuo credito e che costituiscono il motivo per presentare la tua richiesta.

Insieme alla domanda dovrai esibire tutti i documenti che dimostrano l’esistenza e la validità del tuo credito (es. fatture, contratti sottoscritti con la società fallita, eventuali atti giudiziari di condanna, come sentenze e/o decreti ingiuntivi).

Una volta presentata la domanda di ammissione al passivo, il tribunale fallimentare valuterà e verificherà le tue richieste dei creditori per assicurarsi che siano legittime e conformi alla legge fallimentare.

Gli organi della procedura potrebbero richiederti ulteriori informazioni o prove, prima di decidere se accettare o respingere la richiesta di insinuazione.

In caso di accoglimento della domanda, il tuo credito verrà incluso nello stato passivo del fallimento e verrà considerato per il pagamento durante il processo di liquidazione.


Conclusione

Prima di avviare un’azione legale nei confronti di una società di capitali effettua un’indagine patrimoniale e legale sulla controparte.

Nel caso in cui l’impresa abbia maturato numerosi debiti, il rischio di apertura del fallimento è molto concreto.

Se la società di capitali è stata sottoposta a una procedura fallimentare, il recupero del tuo credito sarà più difficile ma non sarà impossibile.

Per non commettere errori ti consiglio di chiedere il parere di uno specialista di credit management per elaborare una strategia di recupero efficace.

Alcuni giudizi di fallimento si possono concludere con un riparto e con una distribuzione di denaro nei confronti dei creditori.

Fallimento società di capitali - consigli


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Pignoramento del Garante - info - copertina

Pignoramento del garante: come evitare errori

Il pignoramento del garante è uno strumento molto utilizzato nelle procedure esecutive avviate per il recupero dei crediti bancari.

Tuttavia questo strumento può essere sfruttato anche nell’ambito dei crediti commerciali maturati da imprese e professionisti.

La figura del garante riveste un’importanza cruciale per i creditori che si trovano ad affrontare situazioni di insolvenza da parte dei debitori.

La corretta identificazione e il coinvolgimento del garante consentono al creditore di aumentare le possibilità di incasso e ottenere la soddisfazione del credito.

L’intervento del garante è finalizzato a mitigare il rischio di insolvenza del debitore principale e fornisce al creditore un’opzione di pagamento aggiuntiva, contribuendo così a facilitare il recupero del credito.

Pignoramento del garante: il tuo debitore non paga regolarmente?

Temi che non sia una situazione temporanea?

Non ti rimane altro che rivalerti sull’altro contraente, sempre che esista e che sia solvibile, e promuovere un pignoramento del garante.

Il Garante: definizione

Il garante è quella persona che sottoscrive un contratto, un patto o una convenzione per garantire alla controparte che il debitore principale adempierà l’obbligazione di pagamento.

Questo istituto giuridico viene utilizzato spesso nei contratti bancari e nei contratti di finanziamento e serve agli istituti di credito o alle finanziarie per ridurre i rischi di insolvenza.

Se il tuo contratto è stato sottoscritto anche da un garante, hai un’alternativa preziosa per recuperare il tuo credito: il pignoramento del garante.

Ricorda però che devi scegliere la strada più conveniente cercando di evitare gli errori più comuni.


Il Pignoramento del Garante: 5 informazioni da sapere

Pignoramento del Garante - 5 informazioni da sapere

Prima di avviare il pignoramento del garante, è importante conoscere cinque elementi chiave che possono influenzare significativamente l’esito della procedura.

E’ necessario, infatti, effettuare dei controlli preliminari che permettono al creditore di organizzare una strategia efficace per ottenere il pagamento.

Questi aspetti rivestono un’importanza cruciale e la loro conoscenza può influenzare positivamente l’esito del recupero del credito.

Vediamo quali sono.

1) Controlla se il Garante percepisce uno stipendio

Ti consiglio di eseguire indagini patrimoniali per verificare chi tra il garante ed il debitore è più solvibile; cioè chi percepisce lo stipendio più alto da pignorare.

E’ importante in questi casi che tu ottenga un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo) nei confronti di entrambi.

In questo modo tuteli il tuo credito per il futuro.

Infatti può accadere che il debitore che hai pignorato venga licenziato o che cambi lavoro.

Se hai un decreto ingiuntivo verso due soggetti nulla ti impedisce di avviare un’azione esecutiva nei confronti dell’altro.

2) Controlla se il Garante percepisce una pensione

Ricorda che se il garante è pensionato esiste un minimo vitale che non può essere pignorato (art. 545 c.p.c.).

Il minimo vitale corrisponde alla misura dell’assegno sociale aumentato della metà.

La misura dell’assegno sociale può variare di anno in anno perché è soggetta alla rivalutazione annuale Istat.

Per sapere a quanto ammonta l’importo pignorabile di una pensione ti consiglio di leggere questo articolo: Minimo Vitale.

Quindi se il debitore ha una pensione di circa mille euro, l’importo che potrai pignorare sarà molto basso.

Inoltre se il garante è pensionato e il debitore è disoccupato valuta insieme al tuo avvocato se ti conviene avviare il pignoramento della pensione o pignorare in un secondo momento lo stipendio del debitore principale.

E’ probabile che un soggetto giovane trovi un buon lavoro in futuro.

3) Verifica l’importo del credito residuo

Se il residuo da pagare è abbastanza alto ed il debitore possiede beni immobili con un buon valore di mercato puoi decidere di mettere all’asta i suoi beni grazie ad un pignoramento immobiliare.

Una volta ottenuto il titolo esecutivo puoi anche valutare insieme al tuo avvocato se iscrivere ipoteca.

Quantifica con precisione l’importo del debito (comprensivo di interessi e spese) e non preoccuparti se il debitore è disoccupato.

Ti consiglio di effettuare questo accertamento anche per il garante.

Se il tuo credito è piuttosto alto ti conviene valutare tutte le alternative.

4) Verifica il limite e l’importo della garanzia

In molti contratti di finanziamento la garanzia è limitata ad un importo prestabilito.

Il garante risponde in caso di inadempimento del debitore principale soltanto entro tale limite.

Ad esempio il debitore ha richiesto un finanziamento di euro 10.000,00 ma il garante ha prestato garanzia solo per euro 5.000,00.

In questo caso puoi ottenere dal garante solo il pagamento di euro 5.000,00.

Se depositerai un ricorso per decreto ingiuntivo, verifica questa eventualità, e richiedi al giudice una corretta ingiunzione (differenziando tra debitore principale e garante).

5) Verifica i pagamenti già effettuati dal debitore

Puoi agire nei confronti del garante detraendo l’importo dei pagamenti già effettuati dal debitore principale.

Uno degli errori più comuni commessi in fase di recupero è quello di richiedere il pagamento del debito per l’importo totale del contratto.

Si tratta di un errore che può causare spiacevoli conseguenze, come le contestazioni del debitore o soprattutto l’opposizione del garante.

Accertati con esattezza a quanto ammonta il debito originario; da tale cifra devono essere state sottratte le somme già pagate.

Un consiglio: prima di avviare l’azione legale tenta di trovare un accordo stragiudiziale.

Molto spesso il garante ignora che il debitore principale abbia interrotto i pagamenti.

Una volta informato sulle conseguenze giuridiche, il garante potrebbe essere favorevole a definire la controversia in via stragiudiziale, temendo di subire azioni legali.


Conclusione

La figura del garante assume un ruolo di notevole importanza nel contesto del recupero crediti.

La presenza di un garante rappresenta una risorsa fondamentale per i creditori e costituisce un’alternativa per il soddisfacimento del credito in situazioni di difficoltà finanziaria del debitore principale.

Prima di intraprendere azioni legali, è importante esaminare attentamente se il garante dispone di redditi pignorabili, valutando così la fattibilità del recupero.

L’analisi della situazione finanziaria, reddituale ed immobiliare del garante permette al creditore di massimizzare il processo di recupero ed evitare contenziosi giudiziari che potrebbero rivelarsi antieconomici.


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Teresa Rossi

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Pignoramento della Pensione: consigli per non commettere errori

Il pignoramento della pensione è una forma di pignoramento utilizzata come strumento di recupero crediti.

Il pignoramento della pensione si effettuata tramite un pignoramento presso terzi in cui il terzo pignorato è l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).

Grazie a questo strumento il creditore può ottenere il pagamento del suo credito insoluto attraverso l’accantonamento di una porzione della pensione del debitore.

L’ordine di pagamento in favore del creditore è eseguita grazie ad un provvedimento del Tribunale, denominato “ordinanza di assegnazione”, nel quale il terzo pignorato è autorizzato a prelevare una quota specifica dalla pensione del debitore.

Il procedimento inizia con la notifica formale al debitore di un atto di pignoramento presso terzi, nel quale è contenuto l’avvertimento che si procederà con la notifica nei confronti del soggetto che eroga la pensione (ovvero l”INPS).

Successivamente, al termine del giudizio, il Giudice indicherà quale percentuale dalla pensione del debitore, detratto il minimo vitale, ovvero la somma che la legge considera impignorabile per garantire al pensionato un’esistenza dignitosa.

Tuttavia non sempre il pignoramento della pensione si rivela uno strumento vantaggioso.

In alcuni casi l’importo pignorabile di una pensione è molto basso e i costi di avvio della causa giudiziale potrebbero rendere antieconomica questa soluzione.

Per questo motivo voglio fornirti alcuni consigli da seguire se vuoi recuperare un credito tramite il pignoramento della pensione.

1) Analisi Patrimoniale

Prima di avviare il pignoramento, effettua un’analisi patrimoniale sul debitore.

Conoscere in anticipo quali sono i beni pignorabili della controparte ti aiuterà ad elaborare una strategia di recupero efficace.

2) Verifica sulla presenza di ulteriori Creditori

Nel corso dell’indagine patrimoniale verifica se il debitore ha maturato altri debiti nei confronti di terzi.

Non è semplice sapere se la tua controparte è debitrice per ulteriori debiti.

Tuttavia puoi raccogliere informazioni su tutti i beni di proprietà del debitore, in particolare sui beni immobili (in questo modo potrai scoprire se altri creditori vantano diritti di prelazione sui beni).

3) Analisi Costi e Benefici

Effettua un’analisi “costi e benefici” per capire quanto ti costerà avviare un pignoramento della pensione.

Calcola le spese legali (compensi per gli avvocati; spese di giustizia) e ipotizza la data in cui verrà emesso il provvedimento del Giudice per l’assegnazione delle somme.

Ipotizzare la data di definizione di un contenzioso è molto completo ma non impossibile; chiedi il parere di un avvocato specializzato in recupero crediti (il nostro studio effettua un’analisi preventiva sui possibili tempi di durata del contenzioso).

Incrociando questi dati (spese legali – data del possibile incasso) potrai capire se l’azione giudiziale di pignoramento della pensione ti farà recuperare il tuo credito insoluto.

4) Sollecito al Terzo

Nel corso della procedura esecutiva di pignoramento della pensione, sollecita il terzo pignorato e ricordagli di inviare la dichiarazione di quantità (la dichiarazione con cui il terzo comunica l’importo della pensione).

Alcuni uffici dell’INPS potrebbero ritardare nel comunicare al creditore la dichiarazione di quantità.

In questi casi ti conviene sollecitare periodicamente il terzo pignorato via pec; suggerisci al tuo legale di inviare diverse comunicazioni di sollecito all’INPS.

5) Trattativa Stragiudiziale

Nel corso del giudizio di pignoramento della pensione valuta la possibilità di avviare una trattativa stragiudiziale con il debitore.

In molti casi la controparte formulerà una proposta transattiva per evitare di subire il pignoramento della pensione.

In questo modo potrai ottenere il pagamento in un tempo più ridotto e senza sostenere ulteriori spese giudiziarie.

6) Pignoramento del Conto Corrente

Verifica tramite un’indagine patrimoniale se il debitore possiede somme di denaro sufficienti a saldare l’importo del tuo credito.

Oltre al pignoramento della pensione valuta la possibilità di effettuare un pignoramento presso terzi sul conto corrente della controparte.

Ricorda che il pignoramento della pensione e il pignoramento del conto corrente presentano molte analogie ma perseguono scopi diversi.

7) Rinegoziazione del Debito

Prima di intraprendere azioni di pignoramento della pensione, cerca opzioni di rinegoziazione del debito con il debitore.

Un accordo transattivo può essere preferibile a procedure giudiziali, e permetteranno al debitore di adempiere agli obblighi di pagamento con termini più flessibili.

Tuttavia valuta il comportamento della controparte per individuare eventuali bluff e offerte che non verranno rispettate.

8) Valutazione sull’Età del Debitore

Valuta l’età del debitore durante il processo di pignoramento.

Questi fattori possono influenzare la capacità del pensionato di generare reddito aggiuntivo o affrontare situazioni finanziarie complesse.

9) Supporto di Esperti in Pianificazione Pensionistica

Coinvolgi esperti in pianificazione pensionistica per effettuare una proiezione dei futuri incassi del debitore.

In questo modo potrai quantificare l’importo pignorabile e potrai valutare quale strategia ti conviene applicare per ottenere il pagamento del tuo credito.


Conclusione

Ricorda che il pignoramento della pensione costituisce uno strumento di recupero molto efficace che può nascondere diverse insidie.

Non sempre l’avvio di una causa giudiziale è la soluzione migliore per ottenere il pagamento del debitore.

Una corretta pianificazione delle spese e un’analisi della situazione patrimoniale della controparte ti permetteranno di capire se il pignoramento della pensione è conveniente per il recupero del tuo credito insoluto.

Pignoramento della pensione - consigli lista


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Tino Crisafulli

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Pec recupero crediti - copertina

Pec e Recupero Crediti: 4 suggerimenti su come utilizzarla

La Posta Elettronica Certificata (PEC) costituisce un mezzo sicuro e giuridicamente riconosciuto per le comunicazioni digitali.

La sua importanza risiede nella capacità di fornire prova certa di avvenuta trasmissione e ricezione di documenti, conferendo affidabilità e tracciabilità alla corrispondenza online.

Nell’ambito legale, la PEC diventa un alleato prezioso per i privati, i professionisti e le imprese che voglio dare una validità giuridica alle proprie comunicazioni.

In particolare, nel settore del recupero crediti, l’utilizzo della PEC assume un ruolo cruciale.

La sua natura certificata contribuisce a rendere le comunicazioni relative al recupero crediti più tempestive, tracciabili e legalmente valide, facilitando il flusso di informazioni tra creditori e debitori.

PEC: la definizione

La PEC (posta elettronica certificata) è un sistema di posta elettronica avanzato e sicuro che garantisce la trasmissione di messaggi e documenti con valore legale equiparabile a quello della raccomandata con ricevuta di ritorno.

La PEC è caratterizzata dalla presenza di un sistema di certificazione digitale che offre la possibilità di confermare in modo inequivocabile l’invio e la ricezione di comunicazioni, assicurando la validità giuridica degli scambi digitali.


Come usare la PEC nel Recupero Crediti

Pec recupero crediti come usarla

La PEC è divenuta ormai uno strumento di lavoro indispensabile per gli avvocati e per tutti i professionisti che operano nel settore del credit management.

L’informatizzazione della pubblica amministrazione ha introdotto nuovi servizi telematici a cui è possibile accedere solo attraverso un indirizzo di posta elettronica certificata.

Nel campo del recupero crediti la PEC rappresenta una risorsa preziosa che viene utilizzata per la gestione e la riscossione del credito.

Oltre ad essere utilizzata dagli avvocati per il deposito degli atti giudiziari nel processo civile telematico, la PEC può essere utilizzata anche dalle società di recupero per ottenere dei vantaggi molto importanti.

Ecco i 4 metodi più utili e produttivi per usare la PEC nel recupero crediti.

1) Inviare una Diffida al Debitore

Grazie alla PEC puoi inviare una diffida di pagamento nei confronti del debitore senza dover ricorrere al servizio postale.

Se possiedi una pec puoi richiedere il pagamento del debito tramite un messaggio di posta elettronica certificata.

Se invece vuoi effettuare la notifica della diffida in una forma più solenne, puoi sfruttare la pec del tuo avvocato.

Infatti secondo quanto previsto dalla legge (Decreto Legge n. 90/2014, convertito con la legge n. 114/2014) l’avvocato può effettuare la notifica “in proprio”, utilizzando il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

Nel caso in cui la parte debitrice sia una società o un’impresa individuale puoi richiedere il pagamento del debito inviando una PEC all’indirizzo di posta visibile sul “REGINDE”, ovvero il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici.

II sito web “INIPEC” realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico costituisce un altro strumento utile per conoscere l’indirizzo pec di un’impresa o di un professionista: si tratta del sito web

Inserendo la partiva iva della società o il codice fiscale del professionista, il sistema sarà in grado di trovare il corrispondente indirizzo PEC.

Diversamente se la parte debitrice è una persona fisica non potrai usare la posta elettronica certificata; in questo caso dovrai inviare una diffida tramite il servizio postale (le persone fisiche non sono obbligate a possedere un indirizzo mail certificato).

2) Comunicare con il Terzo Pignorato

Nel caso in cui tu abbia promosso un pignoramento presso terzi, avrai bisogno della dichiarazione di terzo per ottenere l’assegnazione delle somme.

Con la dichiarazione di quantità il terzo comunica ufficialmente al creditore se esistono crediti del debitore che possono essere pignorati.

Capita però molto spesso che il terzo non invii in modo tempestivo la dichiarazione di quantità al creditore, costringendo quest’ultimo a ritardare fino agli ultimi giorni l’iscrizione a ruolo dell’atto di pignoramento (la legge prevede dei termini molto stringenti per l’iscrizione a ruolo del pignoramento).

In questi casi ti consiglio di utilizzare la PEC per sollecitare il terzo pignorato a rendere la dichiarazione; se userai questo strumento nel modo corretto la pec di “sollecito” avrà un’efficacia straordinaria poiché aumenterà moltissimo le possibilità di ricevere la dichiarazione entro il termine previsto dalla legge per iscrivere a ruolo il pignoramento.

3) Ricevere informazioni sul giudizio

I consulenti legali nel settore dei crediti NPL (crediti deteriorati) sanno bene che prima di costituirsi in giudizi immobiliari pendenti è molto importante acquisire preventivamente delle informazioni sul procedimento.

Se cerchi di recuperare il tuo credito attraverso la costituzione in un giudizio immobiliare già pendente, ti converrà conoscere in anticipo l’importo dei crediti della parti già costituite.

Grazie alla consultazione del “PST” (ovvero il portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia), potrai acquisire delle informazioni parziali; tuttavia con l’utilizzo della PEC puoi richiedere dei chiarimenti ai legali dei creditori già costituiti o al professionista delegato alla vendita.

Se usi un testo convincente e se ti presenti nel modo giusto, potresti acquisire moltissime informazioni preziose; potrai scoprire l’intero andamento del giudizio ed in alcuni casi potrai conoscere persino l’ultima quotazione del bene immobile.

4) Concludere una trattativa stragiudiziale

La PEC può essere utilizzata anche per concludere una trattativa stragiudiziale con la controparte evitando di spedire materialmente l’atto di transazione.

Dopo aver raggiunto l’accordo, le parti potranno utilizzare la PEC per scambiarsi reciprocamente l’atto firmato e definire in via stragiudiziale il contenzioso.

Una volta che avrai ricevuto la transazione a mezzo pec, dovrai conservare le ricevute di “accettazione” e “consegna” per custodire la prova di perfezionamento dell’accordo.

In questo modo potrai dimostrare la data certa in cui si è conclusa la transazione.

Infatti le ricevute di “accettazione” e “consegna” sono dei messaggi automatici che vengono inviati direttamente dal sistema di posta elettronica certificata e non possono essere alterati.

All’interno di ogni ricevuta è presente un codice seriale (espresso in lettere e numeri generati dal sistema) che costituisce la prova di notifica del messaggio.


Conclusione

L’utilizzo della PEC nel settore del recupero crediti si rivela vantaggioso per moltissimi aspetti.

La certezza giuridica conferita dalla Posta Elettronica Certificata contribuisce a rendere le comunicazioni più affidabili e tempestive, riducendo i rischi di contestazioni e garantendo la validità legale delle informazioni.

La tracciabilità delle comunicazioni, unita alla conferma digitale di invio e ricezione, facilita una gestione più efficiente e trasparente del processo di recupero crediti.

Pertanto, la rapidità con cui le informazioni possono essere scambiate attraverso la PEC, accelera il flusso di lavoro, consentendo un recupero crediti più rapido ed efficace.

Pec come usarla nel recupero crediti


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Pignoramento immobiliare - copertina

Pignoramento Immobiliare e vendita forzata

Il pignoramento immobiliare è una procedura giudiziale che consente a un creditore di vendere in modo forzato un immobile di proprietà di un debitore che si è reso inadempiente di un’obbligazione di pagamento.

Vendendo l’immobile all’asta, il ricavato della vendita forzata potrà essere utilizzato per saldare il debito.

Attraverso questa procedura esecutiva è possibile recuperare crediti di alto importo.

In particolare l’avvio del pignoramento può esercitare una pressione psicologica significativa sul proprietario del bene.

Infatti la possibilità di perdere l’immobile di proprietà può spingere il debitore a rispettare l’obbligazione pagamento o a contattare il creditore per verificare la possibilità di transigere la controversia.

Il procedimento di pignoramento immobiliare di solito segue diverse fasi.

Fasi principali del pignoramento immobiliare

Inizialmente il creditore deve ottenere un titolo esecutivo, che può essere rappresentato da un decreto ingiuntivo o da una sentenza.

Successivamente, il creditore richiede il pignoramento dell’immobile notificando un atto di pignoramento al debitore e iscrivendo a ruolo il giudizio.

Una volta instaurato il giudizio di pignoramento immobiliare, l’immobile verrà messo all’asta al fine di venderlo tramite un procedura di incanto.

Il ricavato dalla vendita verrà utilizzato per soddisfare il credito, comprensivo dei costi legali e delle spese di esecuzione.

Se il ricavato sarà superiore ai crediti, il residuo verrà restituito al debitore.


Consigli sul pignoramento immobiliare

Pignoramento immobiliare - consigli

Il pignoramento immobiliare è un’azione che viene solitamente intrapresa quando altre opzioni di recupero crediti sono risultate infruttuose.

Il pignoramento immobiliare rappresenta uno strumento molto utile da sfruttare se il tuo credito è di importo elevato o se il debitore non possiede ulteriori beni pignorabili.

Tuttavia l’instaurazione di un pignoramento immobiliare è un’attività molto complessa che richiede tanta preparazione e esperienza.

Per questo motivo voglio suggerti alcuni consigli utili per affrontare con successo il pignoramento immobiliare.

Iniziamo subito.

1) Valutazione dell’immobile

Prima di iniziare il processo di pignoramento, esegui una valutazione accurata dell’immobile di proprietà del debitore.

Questa valutazione può influenzare la strategia complessiva di recupero crediti.

2) Ispezione ipotecaria

Verifica la presenza di ipoteche e trascrizioni sull’immobile attraverso un’ispezione ipotecaria.

Queste informazioni possono influenzare il posizionamento del creditore nel processo di pignoramento.

3) Iscrizione di ipoteca

Se sull’immobile non sono trascritti diritti di prelazione, ti consiglio iscrivere ipoteca per garantire il tuo credito.

In questo modo diventerai un creditore ipotecario di primo grado e potrai recuperare il tuo credito con il ricavato della vendita dell’immobile.

4) Trattativa per un accordo

Prima di procedere al pignoramento, valuta la possibilità di raggiungere un accordo con il debitore.

Una soluzione amichevole potrebbe essere vantaggiosa per entrambe le parti.

5) Alternative al pignoramento

Prima di procedere con il pignoramento, valuta attentamente se esistono alternative più vantaggiose per entrambe le parti.

La rinegoziazione del debito o altre soluzioni concordate potrebbero evitare il processo di pignoramento e preservare i rapporti tra creditore e debitore.

6) Valutazione del patrimonio del debitore

Valuta attentamente il patrimonio del debitore, inclusi beni mobili registrati, prima di intraprendere il pignoramento immobiliare.

Questa analisi può influenzare la strategia di recupero crediti.

7) Quantificazione delle le spese

Calcola con precisione tutte le spese associate al pignoramento immobiliare, inclusi costi di giustizia, spese legali, e compensi per gli ausiliari che saranno nominati nella procedura.

Assicurati che tali spese siano adeguatamente coperte dal ricavato della vendita dell’immobile.

8) Assistenza legale specializzata

Richiedi assistenza legale specializzata da avvocati specializzati nel campo del pignoramento immobiliare.

Il recupero crediti tramite pignoramento immobiliare è molto più complesso rispetto alle procedure di pignoramento mobiliare.

La preparazione del tuo legale può fare la differenza in situazioni complesse.

9) Ricorso a periti tecnici

Coinvolgi periti tecnici, come ingegneri o esperti in valutazione immobiliare, per ottenere una valutazione accurata della proprietà soggetta a pignoramento.

Questa perizia può rafforzare la tua posizione durante il processo.

10) Studio del mercato immobiliare

Mantieniti informato sulle tendenze del mercato immobiliare locale in cui si trova l’immobile pignorato.

Questa conoscenza può influenzare le decisioni relative alla vendita dell’immobile e massimizzare il rendimento finanziario.

11) Esame dei vincoli

Prima di procedere con il pignoramento, effettua una valutazione sui vincoli paesaggistici che gravano sull’immobile.

Questo accertamento potrebbe far emergere potenziali problemi nell’esecuzione di lavori ristrutturazione che potrebbero influenzare il valore di rivendita dell’immobile.

12) Strategia di vendita

Elabora una strategia di vendita dettagliata per l’immobile pignorato, vivacizzando l’asta immobiliare.

Valuta i tempi di mercato, il posizionamento competitivo e adotta un approccio che massimizzi il rendimento finanziario.

13) Assegnazione dell’immobile

Se durante l’asta giudiziaria il valore dell’immobile si abbassa al di sotto del valore del tuo credito, valuta l’opportunità di chiedere l’assegnazione diretta del bene.

In questo modo potrai diventare il proprietario dell’immobile per valorizzarlo e venderlo ad un prezzo maggiore.

14) Collaborazione del debitore

Cerca di collaborare con il debitore e invitalo a partecipare alla vendita stragiudiziale dell’immobile.

In questo modo il valore dell’immobile potrebbe essere maggiore rispetto al prezzo di aggiudicazione fissato nel corso dell’asta giudiziaria.

Questo approccio può favorire una chiusura più rapida del processo e ridurre i costi giudiziali del pignoramento.

15) Attività post pignoramento

Dopo il pignoramento immobiliare, analizza attentamente le opportunità di recupero aggiuntive se dopo la vendita dell’immobile il tuo credito non è stato integralmente soddisfatto.

In questa fase dovrai ripetere la ricerca e valutazione di beni o redditi del debitore, per verificare se le condizioni patrimoniali del debitore sono mutate.


Pignoramento di un immobile affittato

Pignoramento immobiliare - immobile affittato

Il pignoramento di un immobile affittato è uno dei casi più delicati da affrontare nel corso di una procedura esecutiva.

Accade molto spesso che il creditore, prima di procedere al pignoramento immobiliare, venga a sapere che l’immobile è abitato da altre persone.

Non si tratta però del debitore, bensì di un inquilino.

Questo vuol dire che il debitore ha affittato a terze persone l’immobile che il creditore intende sottoporre a esecuzione forzata.

Prima di procedere con il pignoramento immobiliare, devi raccogliere alcune informazioni fondamentali.

Innanzitutto bisogna distinguere alcune ipotesi.

Locazione stipulata prima del pignoramento

La prima ipotesi è quella della locazione stipulata prima del pignoramento.

Se il debitore ha affittato l’immobile ad altre persone prima di notificare il pignoramento, devi verificare quando è stato stipulato il contratto di locazione e se è stato trascritto nei registri immobiliari.

La trascrizione nei pubblici registri, infatti, serve per consentire a tutte le persone di conoscere a chi appartengono gli immobili e di verificare la presenza o meno di vincoli, come ad esempio l’ipoteca.

Se il contratto di locazione dell’immobile pignorato viene trascritto prima del pignoramento, l’esecuzione non avrà efficacia (come prevede l’articolo 2923, comma 1, del codice civile).

Questo significa che, se la casa viene venduta all’asta, l’inquilino non dovrà andarsene e l’aggiudicazione non avrà nessun effetto.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.

Le locazioni ultranovennali e il canone inferiore al giusto prezzo

La seconda ipotesi riguarda i contratti di affitto di durata superiore a nove anni che non sono stati trascritti nei registri immobiliari prima del pignoramento.

In questo caso, l’articolo 2923, comma 2, del codice civile stabilisce che queste locazioni non sono opponibili all’acquirente, se non nei limiti di un novennio dall’inizio della locazione stessa.

In sostanza, chi acquista l’immobile all’asta è obbligato a rispettare il contratto solo per i primi nove anni, dopodiché potrà richiedere il rilascio dell’immobile.

C’è però un secondo aspetto che devi assolutamente tenere in considerazione prima di procedere con l’esecuzione forzata.

Se il canone di locazione previsto nel contratto è inferiore di oltre un terzo rispetto al giusto prezzo di mercato, o rispetto ai canoni risultanti da precedenti locazioni dello stesso immobile, l’acquirente non è in alcun modo tenuto a rispettare quel contratto.

Questo è un elemento molto importante da verificare con attenzione, perché alcuni debitori tendono a stipulare contratti a canoni volutamente bassi per rendere l’immobile meno appetibile agli occhi dei potenziali acquirenti all’asta.

Locazione senza data certa e clausola di risoluzione per alienazione

La terza ipotesi riguarda i contratti di locazione che non hanno una data certa dal punto di vista giuridico (articolo 2923, comma 4, del codice civile).

Può accadere, infatti, che un contratto di affitto sia stato redatto senza essere registrato o autenticato, rendendo impossibile stabilire con certezza quando è stato effettivamente firmato.

In questa situazione, anche se l’inquilino dimostra di occupare l’immobile da prima del pignoramento, l’acquirente non è obbligato a rispettare il contratto per l’intera sua durata.

Dovrà farlo soltanto per il periodo corrispondente a quello previsto dalla legge per le locazioni a tempo indeterminato.

Locazione con clausola di risoluzione automatica in caso di vendita dell’immobile

Infine l’ultima ipotesi riguarda i contratti che contengono una clausola di risoluzione automatica in caso di vendita dell’immobile.

Se nel contratto di locazione è espressamente previsto che esso si risolva nel momento in cui il bene viene alienato, l’acquirente avrà il diritto di “intimare licenza” al conduttore (secondo le disposizioni dell’articolo 1603 del codice civile).

L’espressione giuridica “intimare licenza” significa che l’acquirente può comunicare formalmente all’inquilino che deve lasciare l’immobile entro un determinato periodo di tempo.

In sostanza si tratta dell’atto con cui il proprietario (o in questo caso l’acquirente):

  • notifica al conduttore la volontà di mettere fine al rapporto di locazione;
  • chiede al conduttore di riconsegnare le chiavi entro la scadenza indicata.

Oggi nel linguaggio comune si usa più spesso l’espressione “disdetta del contratto” o “richiesta di rilascio dell’immobile”, ma il significato è sostanzialmente lo stesso.

In questi casi ti consiglio di esaminare con cura il testo del contratto prima di avviare qualsiasi procedura esecutiva, per evitare spiacevoli sorprese in fase di aggiudicazione.


Conclusione

Il pignoramento immobiliare è uno strumento molto valido per recuperare un credito di alto importo.

Tuttavia i costi giudiziali e i tempi di durata del procedimento espropriativo suggeriscono di valutare con attenzione il ricorso a questa procedura esecutiva.

In molti casi il pignoramento immobiliare viene considerato come l’ultima risorsa dopo aver esaurito tutte le opzioni alternative di recupero stragiudiziale e giudiziale.

In conclusione, prima di utilizzare questo strumento processuale, valuta con attenzione il bene immobile da pignorare e stima i possibili tempi di incasso.

Pignoramento immobiliare - consigli lista


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Come recuperare un credito - strumenti - copertina

Come recuperare un credito: gli strumenti più utilizzati

Gli studi legali e le società specializzate nel recupero crediti svolgono un ruolo cruciale nell’affrontare la sfida del recupero crediti, impiegando una vasta gamma di tecniche e strategie mirate.

Attraverso la stesura di accordi transattivi e la negoziazione di piani di rientro personalizzati è possibile ottenere dei risultati vantaggiosi per la tua crisi finanziaria.

L’uso di strumenti legali (come avvisi formali e azioni giudiziarie), nonché l’adozione di approcci di mediazione e conciliazione, possono aiutarti a massimizzare le possibilità di recupero dei crediti in modo efficiente ed eticamente responsabile.

Un avvocato specializzato in recupero crediti deve occuparsi di gestire le relazioni con i debitori, favorendo la collaborazione e individuando soluzioni che soddisfino entrambe le parti coinvolte, nel rispetto delle normative vigenti.

Come recuperare un credito

Se hai un credito insoluto e non conosci gli strumenti per poterlo recuperare probabilmente ti sei chiesto come fare prima di rivolgerti ad un professionista.

Per questo motivo conoscere in anticipo i rimedi più utilizzati dagli avvocati e dalle società che operano in questo settore ti potrà essere utile per compiere la scelta giusta.

Nel recupero crediti ci sono molti strumenti giudiziali e stragiudiziali che ti permettono di ricevere il pagamento della somma dovuta; l’uso della tecnologia può velocizzare l’azione di recupero e può garantirti risultati in tempi brevi.

Tuttavia, non tutti i crediti possono essere recuperati, e non tutti gli strumenti possono essere adatti per il tuo caso.

In questo articolo ti spiegherò come recuperare un credito e quali sono gli strumenti più utilizzati dai professionisti per obbligare il debitore a effettuare il pagamento.


Gli strumenti per recuperare un credito

Come recuperare un credito - strumenti

I 5 strumenti più utilizzati dai professionisti che ti permetteranno di capire come recuperare un credito sono i seguenti.

Azione Stragiudiziale tramite Phone Collection

La phone collection è un gruppo di persone che ha il compito di contattare il debitore in via telefonica; durante la chiamata si cerca di avviare un trattativa stragiudiziale che ha la finalità di definire il contenzioso senza il ricorso alla giustizia ordinaria.

La phone collection utilizza alcuni software gestionali con cui è possibile inoltrare chiamate automatiche senza necessità di digitare il numero.

In particolare grazie alla tecnica del “preview” ed alla tecnica del “predictive” il computer compone automaticamente i numeri da chiamare seguendo un ordine di priorità assegnato dal gestore.

In questo modo il tempo di attesa tra una telefonata e l’altra si riduce moltissimo e permette all’operatore (“collector”) di contattare centinaia di persone in poche ore.

Quando conviene scegliere la Phone Collection

La Phone Collection viene solitamente utilizzata nelle grandi società di recupero crediti.

Di solito questo strumento è adatto per gestire in modo veloce numerosi contenziosi e per verificare se vi sono prospettive di recupero stragiudiziale.

Se hai numerosi crediti insoluti e se vuoi evitare di sostenere le spese di un giudizio esecutivo, la Phone Collection è lo strumento migliore.

La Phone Collection è uno strumento versatile che, quando utilizzato con competenza, può favorire la risoluzione delle controversie in modo rapido ed efficace, offrendo un’alternativa più amichevole rispetto alle procedure legali più formali.

La Mediazione Civile

La mediazione civile è una tecnica di recupero crediti stragiudiziale.

In molte materie, infatti, è necessario avviare il tentativo obbligatorio di mediazione prima di instaurare una causa civile (D.Lgs. 28/2010).

Se la procedura di mediazione non viene avviata nei casi previsti dalla legge il Tribunale potrebbe bocciare la tua domanda dichiarandola improcedibile.

La mediazione può essere proposta volontariamente mediante richiesta presso gli Organismi abilitati dal Ministero della Giustizia.

Grazie alla tecnica delle videoconferenze e grazie alla famosa applicazione di messaggistica Skype è possibile svolgere mediazioni su tutto il territorio nazionale con controparti che risiedono in città differenti.

Quando conviene avviare una Mediazione

In alcuni casi la mediazione civile può essere uno strumento molto incisivo per definire il tuo contenzioso.

Hai già avviato una trattativa stragiudiziale con il debitore ma l’accordo non è stato raggiunto per un soffio?

La mediazione probabilmente è proprio quello che ti serve perché l’invito alla mediazione da parte di un Organismo ufficiale potrebbe convincere il debitore a riprendere la trattativa per raggiungere un accordo.

La mediazione offre un contesto strutturato e neutrale, consentendo alle parti coinvolte di esplorare vie di accordo senza dover ricorrere al giudizio legale.

Tale approccio, basato sulla collaborazione e sulla comunicazione assistita da un mediatore imparziale, offre spesso risultati più celeri ed economici rispetto alle lunghe e costose procedure giudiziarie.

Il Decreto Ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo è uno strumento di recupero di carattere giudiziale.

Il creditore per mezzo di un avvocato, deposita un ricorso di ingiunzione presso il Tribunale competente ed il giudice, dopo aver esaminato la domanda, può condannare la parte debitrice al pagamento di quanto dovuto.

Grazie al processo civile telematico (PCT) l’avvocato può depositare il ricorso direttamente dal proprio computer e può monitorare la controversia attraverso la consultazione del fascicolo informatico.

Quando conviene richiedere l’emissione di un Decreto Ingiuntivo

Se il debitore ha rifiutato in tutti i modi di transigere la controversia, non ti resta che rivolgerti all’autorità giudiziaria.

In molti casi la notifica di un decreto ingiuntivo è lo strumento migliore per ricevere il pagamento di quanto dovuto.

La notifica di un atto giudiziario ha un’efficacia persuasiva molto forte rispetto alla notifica di una semplice diffida.

La diffida, infatti, rappresenta una mera richiesta formale di adempiere a determinati obblighi, il decreto ingiuntivo, invece, è un provvedimento giuridico emanato da un’autorità giudiziaria che attesta l’esistenza di un credito certo, liquido ed esigibile.

La notifica di un atto giudiziario implica una concreta volontà dell’autorità giudiziaria di intervenire e sanzionare legalmente la situazione, conferendo al decreto ingiuntivo un’autorità e una forza probante notevolmente più incisiva.

Il Pignoramento presso Terzi

Il Pignoramento presso Terzi è una tecnica di recupero di carattere giudiziale attraverso la quale è possibile recuperare un credito pignorando il conto corrente o la retribuzione del debitore.

Il codice di procedura civile (art. 492 bis c.p.c) consente al creditore di effettuare la ricerca telematica dei beni da pignorare.

Attraverso questo mezzo è possibile accedere all’anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate dopo aver depositato un’ apposita istanza.

Quando conviene avviare un Pignoramento presso Terzi

Se hai effettuato indagini patrimoniali sul debitore (e se hai esaminato correttamente il loro esito grazie all’aiuto di un consulente legale) ti conviene promuovere un pignoramento presso terzi.

Fai attenzione però alla solidità economica e alla serietà del datore di lavoro del tuo debitore: se non riceverai la dichiarazione del terzo, il pignoramento presso terzi potrebbe trasformarsi in un percorso molto tortuoso.

Ti consiglio, infatti di verificare con anticipo l’identità del terzo pignorato poiché il datore di lavoro, come soggetto terzo coinvolto nel processo di esecuzione, è la fonte primaria dei redditi soggetti a pignoramento.

Conoscere l’identità del datore di lavoro permette di individuare con precisione la fonte del reddito del debitore e di inoltrare correttamente gli atti di pignoramento, garantendo così una procedura di esecuzione efficace.

La corretta identificazione del datore di lavoro costituisce dunque un passo preliminare indispensabile per garantire la validità e l’efficacia del pignoramento presso terzi nello specifico contesto dello stipendio.

Il Pignoramento Immobiliare

Il pignoramento immobiliare è uno strumento di recupero di carattere giudiziale attraverso il quale Il creditore che vanta un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo) può richiedere l’espropriazione forzata degli immobili che appartengono al debitore.

Questo procedimento è largamente utilizzato quando si cerca di recuperare un credito di notevole entità perché di solito la vendita forzata di un immobile consente di incassare una cifra abbastanza alta in grado di soddisfare anche i crediti più grossi.

Grazie ai nuovi strumenti tecnologici nel settore immobiliare, la vendita degli immobili può avvenire in tempi più rapidi.

Quando conviene avviare un Pignoramento Immobiliare

Se hai un credito insoluto di importo elevato, il pignoramento immobiliare può essere lo strumento di recupero più adatto per il tuo caso.

Fai attenzione però a valutare in anticipo la qualità dell’immobile.

Ti consiglio, inoltre, di verificare se l’abitazione è gravata da diritti di prelazione (come un’ipoteca); questo è uno degli aspetti più sottovalutati quando si decide di avviare un pignoramento immobiliare.

Moltissime abitazioni sono già gravate da ipoteche e pignorarle può essere una pessima scelta.

Infatti, se riuscirai a vendere l’immobile all’asta, molto probabilmente dovrai fare i conti con l’ipoteca iperbolica di una Banca ed in molti casi l’importo ricavato dalla vendita del bene non ti permetterà di recuperare il tuo credito.

Pertanto stai attento a chi ti promette risultati certi con il pignoramento immobiliare.


Conclusione

Nell’ambito del recupero crediti, la scelta degli strumenti giusti può fare la differenza tra un successo rapido ed efficace e un percorso complesso e lungo.

La varietà di strumenti a disposizione, ognuno con caratteristiche e implicazioni specifiche, sottolinea l’importanza di una scelta ponderata e la natura unica di ogni situazione richiede una valutazione accurata per determinare l’approccio più adatto.

L’adozione di un metodo stragiudiziale, la mediazione, il ricorso a un decreto ingiuntivo o il pignoramento, rappresentano opzioni strategiche che devono essere selezionate in base alle circostanze peculiari del caso.

Questo approccio su misura non solo ottimizza le possibilità di successo, ma contribuisce anche a garantire un recupero crediti efficiente, rispettando la proporzione e la complessità delle sfide che ogni situazione presenta.

In sintesi, la chiave del successo risiede nell’analisi attenta delle circostanze specifiche, consentendo una scelta strategica degli strumenti più idonei al contesto, per un recupero crediti efficace, tempestivo e proporzionato alle sfide del caso singolo.

Come recuperare un credito - strumenti principali - lista


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Tino Crisafulli

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Fallimento del Debitore - consigli copertina

Fallimento del Debitore e Recupero Crediti

Lo stato di fallimento rappresenta una situazione finanziaria in cui un soggetto (che risulta debitore nei confronti di terzi) si trova nell’impossibilità di onorare i propri obblighi di pagamento verso i creditori.

Il Fallimento è una procedura concorsuale che consente al debitore, generalmente un’impresa o un individuo, di liquidare i propri beni in modo equo tra i creditori al fine di soddisfare il debito complessivo.

Per i creditori, il fallimento può rappresentare una sfida nel recupero dei crediti insoluti, poiché la distribuzione degli attivi avviene secondo una gerarchia stabilita dalla legge fallimentare, e il risultato dipende dalla complessità del caso e dalle risorse disponibili nella massa fallimentare.

Il fallimento di un debitore può causare il mancato incasso del credito; tuttavia con una strategia ben pianificata e una comprensione approfondita delle leggi e delle procedure di recupero crediti, è possibile ottenere risultati vantaggiosi per la tua impresa.

Per questo motivo ho deciso di fornirti alcuni consigli utili da seguire in caso di fallimento del debitore.

1) Conferma lo Status del Fallimento

Prima di intraprendere qualsiasi azione, è essenziale confermare ufficialmente lo status del fallimento del debitore.

Verifica presso il tribunale competente e ottieni la documentazione ufficiale che attesa l’effettivo stato di insolvenza.

2) Individua i Creditori Privilegiati

Identifica e valuta i creditori privilegiati che potrebbero avere priorità nel recupero dei fondi.

Comprendere la gerarchia dei creditori può aiutarti a pianificare una strategia più efficace.

3) Analizza la Documentazione

Analizza attentamente tutti i documenti contrattuali, inclusi contratti, garanzie e accordi di pagamento.

La comprensione approfondita di tali documenti può essere cruciale per individuare la strategia più efficace per la controversia.

4) Quantifica l’importo del tuo Credito

Quantifica con precisione l’importo del tuo credito inserendo anche gli interessi maturati e le spese.

Ricorda che puoi depositare istanza di fallimento solo se il tuo credito è pari o superiore a euro 30.000 (trentamila).

5) Deposita l’Insinuazione al Passivo

Deposita istanza di insinuazione al passivo nella procedura concorsuale di fallimento.

L’Insinuazione al passivo è la domanda con cui un creditore chiede di ammettere il proprio credito al passivo fallimentare.

6) Nomina un Avvocato

Nomina un avvocato specializzato in recupero crediti e diritto fallimentare per garantire che tutti i tuoi interessi siano adeguatamente rappresentati e difesi nel processo.

La presenza di un avvocato ti aiuterà a scegliere la migliore strategia processuale.

7) Partecipa alle Riunioni dei Creditori

Partecipa alle riunioni dei creditori e alle udienza fissate nella procedura di fallimento.

In questo modo avrai l’opportunità di ottenere informazioni aggiornate sullo stato finanziario del debitore e sugli sviluppi del processo di fallimento.

8) Monitora la Procedura Fallimentare

Monitora la procedura e consulta i provvedimenti giudiziali emessi dal Giudice.

In questo modo potrai ricevere informazioni in tempo reale sulle attività processuali e potrai scegliere come agire in giudizio per tutelare i tuoi diritti.

9) Comunica con il Curatore

Comunica tempestivamente al curatore fallimentare qualsiasi credito che potrebbe essere incluso nel fallimento e presentane la richiesta di pagamento.

10) Proteggi i Tuoi Diritti in Tribunale

Se necessario, avvia azioni legali per proteggere i tuoi diritti e interessi nei confronti del debitore fallito. Un avvocato esperto può guidarti attraverso questo processo.

11) Preparati per le Assemblee dei Creditori

Partecipa alle assemblee dei creditori con tutte le informazioni necessarie.

Queste riunioni offrono l’opportunità di discutere la situazione finanziaria del debitore e di influenzare le decisioni chiave che potrebbero influenzare il recupero del tuo credito insoluto.

12) Rispetta le Scadenze del Tribunale

Assicurati di rispettare rigorosamente tutte le scadenze stabilite dal tribunale durante il processo di fallimento.

La puntualità è fondamentale per garantire che un eventuale atto di opposizione o reclamo sia considerato e trattato correttamente.

13) Preparati per le Audizioni e le Verifiche

Nel caso in cui siano previste audizioni o verifiche durante il processo di fallimento, prepara accuratamente la tua documentazione.

Assicurati di essere pronto a rispondere a domande dettagliate sul tuo credito; la preparazione anticipata può aiutarti a gestire correttamente la fase processuale.

14) Esplora Possibili Asset Nascosti

Indaga per individuare possibili asset nascosti del debitore che potrebbero essere trascurati.

Ciò potrebbe includere beni non dichiarati o transazioni finanziarie sospette che potrebbero influire sul recupero dei tuoi crediti.

15) Agisci su casi di Presunta Frode

Se sospetti attività fraudolente da parte del debitore, agisci prontamente.

Comunica le tue preoccupazioni alle autorità competenti e consulta il tuo avvocato per proteggere i tuoi interessi durante la procedura fallimentare.


Conclusione

Seguendo questi 15 consigli essenziali, potrai affrontare in modo più efficace la sfida del recupero crediti dopo il fallimento di un debitore.

Tuttavia, è sempre consigliabile consultare un avvocato specializzato per adattare queste linee guida alla tua situazione specifica.

Fallimento del Debitore - consigli lista


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crediti in sofferenza

Crediti in sofferenza e Cartolarizzazione

La cartolarizzazione dei crediti è il rimedio più utilizzato dalle banche per uscire dalla crisi ed eliminare i crediti in sofferenza.

Negli ultimi anni uno dei principali motivi di crisi del sistema bancario italiano è rappresentato dai crediti in sofferenza noti anche come “crediti deteriorati” o crediti NPE (Non Performing Exposures).

Si tratta di crediti derivanti da contratti di finanziamento, di mutuo o di apertura di conto corrente che il cliente non riesce a ripagare in tutto o in parte alla banca.

La Cartolarizzazione: definizione

La cartolarizzazione dei crediti è un complesso strumento finanziario mediante il quale un originator (banca o un istituto finanziario), trasferisce un portafoglio di crediti a una società veicolo specializzata.

Quest’ultima emette titoli, noti come titoli cartolarizzati, supportati dai flussi di cassa generati dai crediti trasferiti.

In questo processo, i rischi associati ai crediti vengono separati dalla banca e distribuiti tra gli investitori dei titoli cartolarizzati.

L’obiettivo principale è quello di diversificare il rischio, migliorare la liquidità e consentire alla banca di liberare capitale per nuove attività di prestito.

La cartolarizzazione dei crediti può coinvolgere una vasta gamma di attività finanziarie, tra cui mutui ipotecari, prestiti auto, carte di credito e altri tipi di finanziamenti.

Il rimedio usato dalle Banche

La lentezza del sistema giudiziario italiano determina tempi di riscossione troppo lunghi e la politica creditizia imprudente adottata da alcuni istituti di credito rende in alcuni casi improbabile se non impossibile recuperare il credito.

Questa situazione ha comportato il malfunzionamento del meccanismo di distribuzione del credito: il peso dei crediti in sofferenza (“npl”) colpisce la liquidità delle banche ed influisce negativamente sulla loro capacità di finanziare investimenti e concedere prestiti.

Gli istituti bancari hanno dovuto accantonare riserve per far fronte ad eventuali perdite ed in moltissimi casi sono stati costretti a svalutare in bilancio i propri crediti.

I dati di Banca d’Italia

Secondo i dati riportati dalla Banca d’Italia a giugno 2023 i crediti deteriorati ammontavano a circa 1,9 miliardi al lordo delle rettifiche.

I crediti in sofferenza (“npl”), pertanto, rappresentano un grosso macigno di cui le banche devono disfarsi e lo strumento principale utilizzato per tale scopo è stata la cosiddetta cartolarizzazione dei crediti disciplinata in Italia dalla legge n. 130/1999.

Grazie a questo strumento gli istituti di credito possono liberarsi dei crediti in sofferenza.

Crediti in sofferenza: cos’è il mercato NPL

Il mercato “NPL” è il luogo dove si incontrano la domanda (compratori) e l’offerta (venditori) per scambiare “crediti NPL“.

Negli anni scorsi in Italia era presente un numero molto elevato di crediti deteriorati (rispetto a quanto si verificava negli altri paesi europei).

Infatti i maggiori fondi internazionali hanno investito direttamente nel nostro paese per acquistare molte sofferenze bancarie.

Se vuoi approfondire il tema, guarda il video qui sotto.

In genere una banca che svolge attività di tipo finanziario può maturare dei crediti nei confronti dei suoi correntisti o dei suoi clienti.

Se questo credito non viene riscosso entro 90 giorni, il credito diventa deteriorato, cioè diventa un credito che non è facile da recuperare.

Una volta che il credito diventa deteriorato, diventa “tossico” nella pancia della banca e può rappresentare un problema per la sua stabilità e per la sua attività futura.

È qui che entra in gioco la cartolarizzazione, cioè un processo che permette all’istituto di credito di collocare quelle sofferenze sul mercato e di farle acquistare da soggetti interessati.


Il processo di Cartolarizzazione

Crediti in sofferenza - processo di Cartolarizzazione

Il processo di cartolarizzazione è molto complesso e può essere spiegato chiarendo questi tre punti fondamentali.

Cosa significa Cartolarizzare un Credito

Cartolarizzare un credito significa cederlo a qualcun altro trasformandolo in un’obbligazione scritta su un pezzo di “carta” cioè un titolo.

I protagonisti di tale operazione sono tre:

  • Il Cedente (originator): la banca o l’istituto finanziario che vendono il credito ottenendo così la liquidità di cui ha bisogno;
  • Il Cessionario (la società veicolo, meglio nota come SPV, “Special Purpose Veicle”): la società che compra il credito e che si sostituisce al creditore originario nel diritto a riscuotere il credito;
  • Gli Investitori: i soggetti che materialmente prestano il denaro alla società veicolo.

La SPV firma in favore degli investitori titoli obbligazionari ABS (“Asset-Backed Security” cioè “titoli garantiti da crediti”) garantendo loro che restituirà il denaro nel medio o lungo termine.

Le ABS sono veri e propri titoli di credito che attribuiscono il diritto di percepire, a scadenza, il rimborso del capitale nominale più gli interessi.

Da dove proviene il denaro

Il denaro necessario per rimborsare gli investitori proviene dall’unico soggetto rimasto invariato: il debitore iniziale; questi paga la rata dovuta e a sua volta la società veicolo rimborsa gli investitori.

Gli Originator possono essere non solo le banche ma anche le istituzioni finanziarie e gli enti pubblici.

La Cartolarizzazione, inoltre, prevede una cessione dei crediti pro soluto; l’originator cioè non è responsabile in caso di inadempimento del debitore.

Le Agenzie di Rating

Un ruolo molto importante è svolto dalle agenzie di “rating” cioè società che esprimono un giudizio sui crediti ceduti; in particolare viene valutata l’idoneità del portafoglio cartolarizzato a produrre il denaro necessario per rimborsare i titoli (“rating” significa letteralmente valutazione).

Le agenzie di rating assegnano un punteggio che tiene conto di diversi paramenti come la qualità dei crediti ceduti, la natura del debitore, la tipologia di società incaricata al recupero dei crediti.

Questo tipo di intervento ha un costo ma fornisce agli investitori un valido aiuto nella corretta valutazione del rischio di credito.

Processo di Cartolarizzazione - schema infografico

I vantaggi della Cartolarizzazione

Il principale vantaggio derivante dall’operazione di cartolarizzazione è l’immediata liquidità che si riversa nelle casse della banca: infatti, il portafoglio di crediti viene ceduto dietro un corrispettivo in denaro necessario per concedere ulteriori finanziamenti.

I principali beneficiari sono i privati ma soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) poiché attraverso il reinvestimento della liquidità ottenuta dalla cartolarizzazione la banca aumenta la propria redditività e può tornare a “fare banca”: cioè favorire i consumi e gli investimenti attraverso strumenti di credito.

La cartolarizzazione inoltre consente la distribuzione del rischio dall’originator verso altri soggetti (gli investitori) che sono maggiormente in grado di gestirlo; a tal proposito si parla di “risk transfer” cioè di uno strumento di condivisione del rischio.

Il trasferimento a titolo oneroso di crediti, pertanto, determina il reimpiego di denaro in attività più remunerative offrendo benefici al sistema economico nel suo complesso.

I rischi della Cartolarizzazione

Ogni operazione di cartolarizzazione comporta dei rischi sia per l’originator che per gli investitori. Il primo, infatti, dovrà sostenere dei costi importanti; ad esempio i costi di emissione dei titoli obbligazionari, quelli derivanti dalla richiesta di garanzie esterne e quelli di natura amministrativa.

L’investitore, sul quale si è trasferito il rischio della banca, dovrà invece fare i conti con l’eventuale insolvenza del debitore.

Si parla a tal proposito di “moral hazard” (o rischio morale) cioè il rischio di insolvenza della controparte perché attraverso la cartolarizzazione, le banche tendono ad investire in attività rischiose, scaricando il rischio di perdite all’esterno.

E’ accaduto, infatti, che gli istituti bancari abbiano concesso dei prestiti a soggetti non affidabili riducendo i propri controlli sul merito creditizio.

La crisi economica e finanziaria degli ultimi anni costituisce un riflesso di tali scelte errate ed il ricorso alla cartolarizzazione ha favorito la nascita di un sistema bancario ombra non sottoposto ad alcuna vigilanza.


Conclusione

La cartolarizzazione è uno strumento finanziario che offre vantaggi sia alle imprese che agli investitori.

Attraverso questo processo, le aziende possono liberare risorse finanziarie, consentendo loro di concentrarsi sulle attività principali.

Allo stesso tempo, gli investitori hanno l’opportunità di diversificare il proprio portafoglio e ottenere rendimenti interessanti.

La chiave per un utilizzo efficace della cartolarizzazione è la comprensione delle dinamiche coinvolte e la gestione consapevole dei rischi.

Con una pianificazione oculata e una comprensione approfondita del mercato, la cartolarizzazione può diventare uno strumento prezioso nell’ambito finanziario.

Crediti in sofferenza - cartolarizzazione 6 punti


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Autore

Teresa Rossi

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